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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 17 giugno 2026

C’è una tentazione sottile che attraversa la nostra vita: fare le cose buone… ma con lo sguardo sempre rivolto agli altri. Cercare approvazione, consenso, magari anche ammirazione. Gesù ci mette in guardia proprio da questo: non vivere per essere visti, ma per essere veri.

Perché quando tutto diventa “per gli altri”, anche la vita spirituale si spegne. La preghiera diventa una scena, la carità una vetrina, il digiuno una prova da mostrare. E alla fine ci troviamo vuoti, dipendenti dagli sguardi, fragili davanti al giudizio.

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Gesù invece ci apre una strada diversa: entra nella tua stanza, chiudi la porta, resta nel segreto. Non è un invito a nascondersi per paura, ma a custodire qualcosa di prezioso. Perché le cose più vere crescono nel silenzio, nell’intimità, lontano dal bisogno di essere approvati.
La vita spirituale è come un giardino: se lo coltivi per farlo vedere agli altri, diventa artificiale. Ma se lo curi per amore, per stare con Dio, allora fiorisce davvero.

Imparare a gustare Dio nel segreto è una libertà immensa. Non devi più dimostrare nulla a nessuno. Ti basta essere vero davanti al Padre, che vede nel segreto e conosce il tuo cuore.

E lì, proprio lì, scopri qualcosa di sorprendente: che Dio ti guarda con amore anche quando nessuno ti vede. E questo basta.
Allora non avere paura di scegliere il silenzio, la semplicità, la verità. Coltiva la tua anima come un luogo nascosto e prezioso. Perché nel segreto nasce una gioia profonda, stabile, che nessun giudizio umano può toglierti.
E quella gioia diventerà luce.

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