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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 17 giugno 2026

Viviamo in un tempo in cui tutto sembra dover essere mostrato: ciò che facciamo, ciò che pensiamo, persino il bene che compiamo. La tentazione non è più solo quella di apparire buoni davanti a chi incontriamo per strada, ma davanti a centinaia di persone attraverso uno schermo. Gesù oggi ci pone una domanda scomoda: se nessuno ti vedesse, continueresti a fare il bene?

L’elemosina, la preghiera e il digiuno non valgono per la loro visibilità, ma per l’amore che contengono. Quando il bisogno di essere riconosciuti diventa più forte del desiderio di amare, la fede si svuota e diventa teatro. Possiamo parlare di Dio senza ascoltarlo, aiutare i poveri senza amarli, pregare senza incontrare il Padre.

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Il Vangelo non condanna le opere buone viste dagli altri; condanna il cuore che vive per essere visto. La differenza è sottile ma decisiva. C’è chi serve per amore e accetta di restare nell’ombra. E c’è chi serve per ricevere approvazione e soffre quando non viene notato.

Forse il termometro della nostra autenticità è questo: quanto bene siamo disposti a fare quando nessuno ci ringrazia, nessuno ci applaude e nessuno si accorge di noi?

Dio abita il segreto. È lì che nasce la verità della fede. Non nelle vetrine, ma nel silenzio. Non nei riflettori, ma nella coscienza. Non nell’immagine che costruiamo, ma nella persona che siamo quando restiamo soli con Lui.

In un mondo che premia l’apparenza, il cristiano è chiamato alla rivoluzione della discrezione: fare il bene senza vantarsene, pregare senza esibirsi, amare senza pretendere riconoscimenti. Perché l’applauso umano dura un istante; lo sguardo di Dio riempie una vita intera.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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