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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 17 Febbraio 2026

Il Concilio Vaticano II, nel documento Dei Verbum, un documento importantissimo che parla della Parola di Dio, ci ricorda una cosa molto semplice ma importante: il Vangelo racconta fatti reali, storici. Gesù è davvero vissuto, ha parlato, ha camminato con persone vere. Non stiamo leggendo una storia inventata, ma una vicenda che è accaduta davvero nella storia.

Nel Vangelo di Marco questo si vede bene. I discepoli sono in barca e si preoccupano perché hanno dimenticato il pane. Gesù li ascolta e li rimprovera: ricorda loro il miracolo dei pani moltiplicati e chiede: “Non capite ancora?”. È una scena molto concreta, quotidiana. I discepoli non capiscono subito, hanno paura, si fissano su ciò che manca. Sono uomini normali, come noi. E questo è l’aspetto storico della vicenda.

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Ma il Vangelo non serve solo a dirci cosa è successo allora. Serve a parlare alla nostra vita di oggi. Anche noi, spesso, ci preoccupiamo per quello che ci manca e dimentichiamo quello che Dio ha già fatto per noi. Anche noi rischiamo di non vedere i segni, di avere il cuore chiuso.

Credere nella storicità del Vangelo significa fidarsi che Gesù è entrato davvero nella nostra storia. Ma dobbiamo anche fare un passo in più, e questo significa lasciare che quelle parole parlino alla nostra vita di oggi.

Se impariamo a ricordare il bene ricevuto, a rileggere la nostra storia con fede, allora cambia anche il nostro modo di vivere. Il Vangelo diventa forza, fiducia, e ci aiuta a camminare con più speranza. Proviamo a ricordare quello che Dio ha già fatto per noi nel passato, e questo ci aprirà a capire quello che sta facendo oggi.