Nel Vangelo di oggi, Gesรน ci ricorda: ยซIn veritร , in veritร io vi dico: un servo non รจ piรน grande del suo padrone, nรฉ un inviato รจ piรน grande di colui che lo ha mandatoยป (Gv 13,16). ร un richiamo forte e chiaro allโumiltร .
I primi discepoli non avevano grandi mezzi. Non avevano potere, nรฉ denaro, nรฉ titoli da esibire. Eppure, con la forza dello Spirito e l’umiltร che avevano imparato da Gesรน, hanno portato il Vangelo in tutto il mondo. Hanno vissuto come Gesรน: poveri tra i poveri, vicini agli ultimi, parlando con la vita prima ancora che con le parole.
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Forse anche noi, oggi, abbiamo bisogno di tornare lรฌ. A quella semplicitร che non pretende nulla, ma dona tutto. A quella povertร che non รจ miseria, ma libertร . Forse anche noi, se rinunciamo al bisogno di apparire, e impariamo a servire come Gesรน, potremo ancora essere testimoni credibili di una buona notizia che il mondo attende. Proviamo a iniziare da qualcosa di semplice.
Ad esempio, invece di cercare di โfare bella figuraโ o โavere sempre ragioneโ, potremmo oggi metterci al servizio di qualcuno senza che nessuno lo sappia. Preparare un caffรจ a un collega, ascoltare chi รจ solo, sistemare qualcosa senza aspettare un grazie. Servire, nel silenzio, con amore. Lo so che sono solo piccoli passi, ma se non riusciamo a fare i piccoli passi come possiamo sperare di farne di grandi?
Gesรน ci chiede piccoli atti dโamore vissuti con umiltร . ร cosรฌ che, anche oggi, il mondo puรฒ essere evangelizzato: sia con le parole, ma anche e soprattutto con la vita.
