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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 10 Novembre 2024

Immaginiamo la scena: una donna anziana, vestita di stracci, si avvicina al tempio. Con mani tremanti, depone due piccole monete nel tesoro. Il suo gesto passa quasi inosservato tra le offerte dei ricchi, eppure è proprio su di lei che si posa lo sguardo di Gesù. In quel momento, egli ci svela una verità sconcertante: quella donna ha donato più di tutti gli altri, perché ha offerto tutto ciò che aveva per vivere.

Questa parabola ci scuote, ci costringe a mettere in discussione i nostri criteri di giudizio. Ci fa riflettere su quanto spesso ci lasciamo ingannare dall’apparenza, rincorrendo ciò che brilla agli occhi del mondo ma che, in fondo, è privo di sostanza. La vedova ci insegna che la vera ricchezza non si misura in quantità, ma in qualità; non in ciò che possediamo, ma in ciò che siamo disposti a donare.

Il suo gesto ci sfida a guardare dentro di noi, a chiederci cosa veramente conta nella nostra vita. Ci spinge a considerare se stiamo vivendo in superficie, attaccati al superfluo, o se abbiamo il coraggio di andare in profondità, di mettere in gioco ciò che davvero importa.

Quando accettiamo questa sfida, quando ci lasciamo mettere in discussione fino in fondo, scopriamo una verità sorprendente: è proprio nel donare che troviamo la pienezza della vita. Non si tratta solo di beni materiali, ma di offrire il nostro tempo, le nostre energie, il nostro cuore. È in questo atto di donazione che scopriamo la vera ricchezza dell’esistenza, una ricchezza che si misura in amore, in generosità, in dedizione agli altri.

Ogni gesto, per quanto piccolo possa sembrare, ha un valore immenso se compiuto con amore. Allora, in ogni cosa che facciamo, cerchiamo di metterci tutto il nostro amore.

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