fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 1 Dicembre 2022

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Questo Vangelo mi piace particolarmente perché come un fulmine si abbatte sulla ipocrisia religiosa di tutti i tempi, ci invita a svegliarci dal nostro torpore e a rimboccarci le maniche per diventare degli operatori di pace, persone che operano, che agiscono.

Questa è davvero la grande sfida della nostra fede, non è quella di convincere gli altri ad andare a Messa, ma è di trovare un modo per non essere divisi in noi stessi, per non relegare la fede al mondo delle idee, e gli interessi materiali al mondo delle azioni.

Se facciamo i nostri conti a breve termine sembra molto facile e vincente la scelta di coltivare sentimenti religiosi a livello interiore, per trovare forza interiore e coraggio, e utilizzare invece i metodi del mondo per conquistarci i nostri spazi e accumulare le nostre ricchezze nella vita materiale. In questo modo riusciamo a combinare i benefici di avere una spiritualità, con i benefici del benessere e dell’egoismo.

È un calcolo che funziona bene a breve termine, nel senso che funziona fin tanto che la vita ci permette di essere spensierati, finché non arrivano quelle prove che ci costringono a fare i conti con noi stessi, finché il temporale non si abbatte sulla nostra casa. Ma sia chiaro che integrare spiritualità e vita vissuta, non è qualcosa che serve solo in vista del temporale.

Semplicemente il temporale ci rivela di che pasta siamo fatti, ma essere persone rette è il miglior modo per trarre il meglio di noi stessi in ogni istante della vita, nella buona e nella cattiva sorte. E allora cerchiamo di fare proprio questo, ascoltiamo la Parola, e la mettiamo in pratica.

Fonte: il canale YOUTUBE di fra Stefano