“ Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo “.
Questo dice Filippo al Signore, che voleva comprare pane per tutta la folla radunata ad ascoltarlo.
Andrea aggiunge: “ C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente? “
Nella prima lettura ( 2Re 4,42-44 ) è l’uomo che si reca da Eliseo a dire al profeta che lo invitava a “ dare da mangiare alla gente “ i venti pani d’orzo e grano novello che aveva nella bisaccia: “ Come posso mettere questo davanti a cento persone? “.
Andrea e l’uomo della prima lettura assomigliano a noi.
Seguono la logica umana.
“ Che cosa è questo per tanta gente? “; “ Come posso mettere questo davanti a cento persone? “.
Dietro queste frasi, che sembrano di buon senso, si cela una tendenza al disimpegno.
Cosa posso fare io contro la fame nel mondo? Cosa posso fare io contro la povertà? Cosa posso fare io contro le ingiustizie?
Nulla.
E allora….non faccio NULLA, non mi impegno!!!
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Ecco il risultato di tale modo di pensare.
A questo si contrappone quello di Eliseo e di Gesu’.
Il profeta dice all’uomo che gli ando’ incontro: “ dallo da mangiare alla gente “ perché, dice il Signore, “ ne mangeranno e ne faranno avanzare “.
E cosi’ avvenne: tutti mangiarono e il cibo avanzo’ anche!!!
Il Maestro risponde: “ Fateli sedere “, rende grazie per quei cinque pani e due pesci e, anche qui, tutti mangiarono e raccolsero quanto avanzato in ben dodici canestri.
Che significa?
Che Dio ci sfama gratis?
No, anche se, purtroppo, è quello che pensa la folla.
Il testo ci dice che “ volevano prendere Gesu’ per farlo re “.
E torna la logica del disimpegno.
Gesu’ è bravo, merita di essere fatto re perché ci sfama gratis.
Non devo fare NULLA.
E invece il miracolo sta in quei cinque pani e due pesci, in quel ragazzo che li mette a disposizione.
Lui non segue le regole del mondo, non dice non posso fare NULLA.
Offre il suo contributo, fa il suo.
Al resto ci pensa Dio, ci pensa la sua Grazia.
Cos’è la Grazia di Dio?
Come dice il bravo Don Luigi Maria Epicoco, è “ quello che manca al mio possibile “.
Ecco come si possono sfamare, materialmente e spiritualmente, tanti fratelli.
Facendo il proprio, versando la propria goccia nel mare.
Sembrerà inutile ma non lo è.
Diventa inutile se nessuno mette piu’ la sua goccia, allora il mare si prosciuga.
E allora questa è la logica che dobbiamo assumere: io faccio il mio possibile e lo affido alla Grazia di Dio.
Tu fai il tuo possibile e lo affidi alla Grazia di Dio.
Lei fa il suo possibile e lo affida alla Grazia di Dio.
L’insieme di “ tanti possibile “, affidati alla Grazia, fanno cio’ che sembra impossibile: sfamano tante persone.
La nostra goccia è importante, anch’essa contribuisce al miracolo.
Buona Domenica e buon impegno a tutti.
