don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 4 Febbraio 2026

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“E lì non poteva compiere nessun prodigio”

L’incredulità dei concittadini di Gesù gli impedisce di poter agire come di suo solito. Egli dovette solo limitarsi a guarire alcuni malati perchè la sua presenza era motivo di scandalo per loro. Gesù non si fa inibire o condizionare da quello che pensano gli altri di lui, ma coglie che da parte della sua gente non c’è una disponibilità ad accogliere il suo messaggio.

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Quel poco che realizza pertanto è segno non di una rinuncia ad agire, ma di un modo di perseverare in quel poco che è possibile compiere, per quei pochi che si rendono più recettivi alla sua Parola. A volte in certi contesti non si può parlare o agire liberamente, ma questo non deve impedire di fare del bene, non può divenire un pretesto per rinunciare.

Piuttosto deve indurre a capire in che misura gli altri sono in grado di capire e di accogliere il bene per realizzarlo nella misura conseguente, nella forma per loro più vicina e adeguata.

In breve

Non è sufficiente il desiderio di fare del bene, ma occorre adeguarlo anche al contesto e ai destinatari affinchè sia fruttuoso

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