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don Mauro Pozzi – Commento al Vangelo di domenica 4 Maggio 2025

Domenica 4 Maggio 2025 - III DOMENICA DI PASQUA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 21,1-19

Data:

Mettere nelle Sue mani la nostra incapacità gli permette di trasformarla in un successo.
don Mauro

Se qualcuno volesse fare un regalo alla Parrocchia di don Mauro
Parrocchia S. Maria delle Grazie: IT09Y0871383900000000012977

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I discepoli si trovano nuovamente in Galilea, al nord, come Gesù aveva preannunciato alle donne. Questo è un momento di attesa per loro, incerti sul futuro nonostante la rinnovata fiducia data dall’incontro con il Risorto. Pietro, sentendo l’incertezza, decide di tornare al suo antico mestiere e va a pescare, seguito dagli altri discepoli.

Spesso, di fronte a un avvenire nebuloso, il passato esercita un’attrattiva potente, presentandosi come un rifugio sicuro. Tuttavia, questa è un’illusione, come dimostra il fatto che non riescono a pescare nulla. Proprio in una situazione simile, dopo una notte infruttuosa, Gesù li aveva chiamati, compiendo lo stesso segno della pesca miracolosa che leggiamo oggi e dicendo a Pietro: “sarai pescatore di uomini”.

Il Maestro ribadisce il suo mandato. Giovanni riconosce immediatamente Gesù, e Pietro si getta in acqua per raggiungerlo. L’offerta di cibo da parte del Risorto simboleggia il suo sostegno ai discepoli e attesta la realtà della sua presenza. Pietro tira a riva una rete con 153 grossi pesci, un numero preciso che, essendo la somma dei primi 17 numeri interi (1+2+…+17), e considerando che 17 è la somma di 10 e 7 (cifre che esprimono pienezza), sembra indicare che il mandato di pescatori di uomini è confermato e rivolto a tutto il mondo.

Il loro compito sarà imitare il Maestro, senza rimpianti. A Pietro, in particolare, il Signore chiede: “mi vuoi bene?”. Dopo averlo rinnegato tre volte, Pietro è invitato ad affermare per tre volte il suo impegno verso la vocazione affidatagli. Gesù lo sprona a seguirlo, annunciandogli anche il martirio. Questa chiamata, “Seguimi”, è rivolta a tutti i discepoli e a noi: significa affidare le nostre fragili risorse a Gesù, che trasformerà i nostri fallimenti in successi. Questo percorso richiede impegno e fiducia, ma è la via per realizzare pienamente la nostra vita.