don Marco Pozza – Commento al Vangelo di domenica 1 Novembre 2020

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Beati (domani) i non-raccomandati

Il piacere รจ animale, la felicitร  umana, la beatitudine divina:ย ยซBeati voi (โ€ฆ) perchรจยปย annuncia Cristo mentre ridiscende dalla cima coi Dodici appresso. Ha parlato loro in gran segreto โ€“ il segreto delle cose intime, confidate, bisbigliate โ€“ e ora parla a gran voce alla folla: per parlare ai cuori รจ nato e venuto al mondo il Cristo. Beati quelli che avranno nostalgia di Dio, dunque: correranno il rischio di ritornare a casa. Nel pianoro appena sopra il lago della pesca, Cristo acciuffa il mondo per i capelli e, come fosse un carro di fieno, lo ribalta all’improvviso: โ€œTu: che sei nato sotto una cattiva stella, che sei stato menato a dismisura, che hai i lacrimoni agli occhi, che hai sopportato le piรน sleali sozzure, che hai una fame assassina d’essere nel giusto, che hai scusato chi ti ha vomitato in faccia, che tieni il cuore ingenuo del bambino, che hai fatto guerra alla guerra, che sei stato massacrato pur essendo innocente.

Esattamente tu: al quale hanno sputato in faccia, sotterrato da troppi processi, asfaltato d’ingiurie perchรจ sei โ€œdei mieiโ€, proprio tu sarai beato!โ€ Qualsiasi uomo, perรฒ, merita di essere combattuto con lealtร : per questo tutti gli altri, quelli che hanno compiuto le cose che gli ultimi hanno subito,ย maledetti. Non-beati: ecco dov’รจ andata a finire tutta la giustizia di scribi, farisei e dottori della legge che nelle ultime domeniche hanno tentato in tutti i modi di mettere nel sacco Cristo.ย Non dire gatto finchรจ non ce l’hai in sacco! Tutta apparenza la loro: รจ necessario attendere la giustizia di Cristo per sapere com’รจ andata davvero la storia quaggiรน. Il mondo ha le sue beatitudini: ยซBeati i giovani, perchรจ erediteranno il debito pubblicoยป (H. Hoover). Cristo le rovescia: โ€œBeati coloro che possono dare senza ricordare e prendere senza dimenticareโ€.

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La felicitร  รจ una parola sopravvalutata: รจ la gioia che conta. Piรน della gioia, poi, c’รจ la beatitudine. Tant’รจ che, a sognare d’essere di Cristo fino all’osso, piรน che i comandamenti dovrebbero essere le beatitudini la vera metrica dell’esame di coscienza. โ€œE’ pazzo!โ€, dicono in tanti sul pianoro. Lo dicono oggi, persino dentro le Chiese: โ€œVuol troppo,ย Cristoddio. Tutto sรฌ, ma non esagerare!โ€ La cosa รจ alquanto buffa: Lui parla da Dio, ha degli occhi che vedono nell’uomo anche ciรฒ che l’uomo ancora non vede. Lo scruta, massacrato com’รจ da mille e piรน affanni, e gli sussurra: โ€œNon sei proprio cosรฌ, accetta che ti dica che dentro te intravedo cose che gli umani non possono immaginare. Fidati, maturerai e nessuno reggerร  il ritmo tuoโ€. Per diventarlo, perรฒ, non basta l’amore, occorre la follia dell’amore. Non vale piรน il detto: โ€œPrima voglio capire e poi decido se amare oppure noโ€. Cosรฌ ragiona il mondo, con i suoi carri di fieno. Cristo li ribalta come fossero calzini: โ€œCon me non vale! Rovescia tutto: prima ama, poi vedrai che tu inizierai a capireโ€. L’amore come prima forma di conoscenza. Nessun amore รจ perfetto: a renderlo perfetto รจ l’amore quand’รจ amato per quello che รจ, perciรฒย ยซgrande รจ la vostra ricompensa nei cieliยป (cfr Mt 5,1-12). Amanti folli, non da calcolatrice.

Ce n’รจ una nona, di beatitudine, in allegato alle otto di Cristo: ยซBeato colui che non si aspetta piรน nulla perchรจ non sarร  mai delusoยป (A. Pope). Perchรจ lui sรฌ che porterร  la speranza a molti e correrร  il dolce rischio di vedere i suoi sogni avverati: al suo cuore accadrร  rischio di piegarsi, ma non si romperร . Nel piano sopra il lago di Gennesaret, Cristo mette al mondo l’amore. Per trent’anni, l’etร  di Nazareth, lo ha fecondato, coccolato, atteso e immaginato: come i nove mesi di una madre incinta, di un papร  in attesa. Mesi di dubbi, rintocchi, batticuori. Di ripensamenti, miglioramenti, chiarificazioni: baruffe, riappacificazioni. Poi, tutto d’un tratto, eccolo qui: รจ nato. รˆ giorno di grande paura: โ€œCe la faremo a tenerlo in mano?โ€ Della paura che, in un attimo, svanisce: โ€œVe l’assicuro, non temete: questo รจ l’amore. รˆ mio, ma era destinato a voi. Abbiatene curaโ€. Alla faccia del mondo che vuol capire per poi decidere. Rischiando di perdersi l’appuntamento.

Commento a cura di don Marco Pozza

(Qui tutti i precedenti commenti al Vangelo di don Marco)

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