I Magi: cercatori di Dio!
Nella solennitร dellโEpifania la Chiesa ci invita a seguire lโesempio dei Magi che si sono incamminati, seguendo una stella, alla ricerca del Messia.
Nel vangelo abbiamo ascoltato che alcuni sapienti: ยซvennero da oriente a Gerusalemmeยป. Che genere di persone erano? Essi erano probabilmente dei sapienti che scrutavano il cielo, ma non per cercare di ยซleggereยป negli astri il futuro, eventualmente per ricavarne un guadagno; erano piuttosto uomini ยซin ricercaยป di qualcosa di piรน, in ricerca della vera luce, che sia in grado di indicare la strada da percorrere nella vita. Essi non appartengono alla discendenza di Abramo, non conoscono il Dio vero e vivente; pertanto non sono guidati dalla parola di Dio contenuta nella Legge e nei Profeti. Ma la loro ricerca di Dio, il loro pensare, scrutare la natura, dร loro la possibilitร di una lettura visionaria, che li porta a seguire il segno intravisto nella luce di una stella.
Non sanno ancora che quella stella indica il Messia (cf Nm 24, 17). Si mettono in cammino e, dopo un viaggio lungo e non senza difficoltร , giungono a Gerusalemme e si dirigono verso la reggia di Erode perchรฉ credono di trovare lร il re dei Giudei. Per quegli uomini era logico cercare il nuovo re nel palazzo reale, dove si trovavano i saggi consiglieri di corte. Ma, probabilmente con loro stupore, dovettero costatare che quel neonato non si trovava nei luoghi del potere e della cultura, anche se in quei luoghi venivano offerte loro preziose informazioni su di lui. Lโevangelista annota che alla richiesta: ยซDovโรจ colui che รจ nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarloยป, il re Erode restรฒ turbato.
Certamente egli era interessato al bambino di cui parlavano i Magi; non perรฒ allo scopo di adorarlo, come vuole far intendere mentendo, ma per sopprimerlo. Erode รจ un uomo di potere e ascoltando dai suoi esperti delle Sacre Scritture le parole del profeta Michea: ยซE tu, Betlemme di รfrata, cosรฌ piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirร per me colui che deve essere il dominatore in Israeleยป (cf Mi 5, 1), riesce a vedere in questo bambino solo un rivale da combattere poichรฉ il suo unico pensiero รจ il trono. Erode รจ un personaggio che istintivamente giudichiamo in modo negativo per la sua brutalitร .
Ma dovremmo chiederci: forse cโรจ qualcosa di Erode anche in noi? Erode era una persona orgogliosa, piena di sรฉ, arrogante, superba. Oggi, dopo secoli di cristianesimo, abbiamo superato la ricerca del potere in tutte le sue forme o abbiamo ancora la mentalitร di Erode? Siamo davvero sulla strada dellโumiltร e del servizio o siamo caduti nella trappola dellโorgoglio che cerca titoli, glorie, privilegi, ricompense, onori? Lโatteggiamento di Erode puรฒ manifestarsi in tante, tantissime maniere! Anche noi, spesso, siamo ciechi davanti ai segni di Dio, sordi alle sue parole. Per tale motivo dobbiamo lasciarci guidare da Cristo Gesรน sulla via dellโumiltร perchรฉ lui รจ lโunico che ci dร la vera gioia.
Di fronte allโannuncio messianico, i sommi sacerdoti e gli scribi, esperti sulle Sacre Scritture, che ne conoscono le possibili interpretazioni, che sono capaci di citarne a memoria ogni passo e che quindi sono un prezioso aiuto per chi vuole percorrere la via di Dio, restano indifferenti, non accettano la profezia. Afferma santโAgostino: ยซche essi amano essere guide per gli altri, indicano la strada, ma non camminano, rimangono immobiliยป. Per loro le Scritture diventano un insieme di parole e di concetti da esaminare e su cui discutere dottamente. Ma nuovamente possiamo domandarci: non cโรจ anche in noi la tentazione di ritenere le Sacre Scritture, questo tesoro ricchissimo e vitale per la fede della Chiesa, piรน come un oggetto per lo studio e la discussione degli specialisti, che come il Libro che ci indica la via per giungere alla vita? In ciascuno di noi dovrebbe nascere sempre la disposizione profonda a vedere la parola della Bibbia, letta nella Tradizione viva della Chiesa, come la veritร che รจ la via da percorrere quotidianamente se vogliamo costruire la nostra esistenza sulla roccia e non sulla sabbia.
A differenza dei capi dei sacerdoti e degli scribi del popolo, lโatteggiamento dei Magi, che amano la Sapienza, anche se non lโhanno ancora incontrata, รจ quello di muoversi e, obbedienti prima alla loro ricerca di Dio ed ora anche alla rivelazione contenuta nelle Scritture, riprendono il cammino e giungono al ยซluogo dove si trovava il bambinoยป.
Lโevangelista prosegue dicendo che: ยซentrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madreยป. Anche questi tre sapienti โ che la tradizione ha dato i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e che rappresentano tutti i popoli -, come i pastori, hanno davanti agli occhi una realtร semplice e umanissima che li riempie di gioia e provoca la loro adorazione: ยซsi prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirraยป. Lโoro, a riconoscimento della regalitร di Gesรน; lโincenso, simbolo della sua divinitร ; laย mirra, a sottolineare la sua umanitร . Ed infine, annota Matteo, ยซavvertiti in sogno di non tornare da Erode, per unโaltra strada fecero ritorno al loro paeseยป. Per i Magi รจ stato indispensabile ascoltare la voce delle Sacre Scritture: solo esse potevano indicare loro la via. ร la Parola di Dio la vera stella, che, nellโincertezza dei discorsi umani, ci offre lโimmenso splendore della veritร divina.
Lasciamoci guidare, come i Magi, dalla stella, che รจ la Parola di Dio, seguiamola nella nostra vita, camminando con la Chiesa, dove la Parola ha piantato la sua tenda. La nostra strada sarร sempre illuminata da una luce che nessun altro segno puรฒ darci. E potremo anche noi diventare stelle per gli altri, riflesso di quella luce che Cristo ha fatto risplendere su di noi. Amen!
Don Lucio D’Abbraccio
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