Vegliamo e facciamo attenzione perchรฉ non siamo noi i padroni del mondo!
Oggi iniziamo il cammino dellโAvvento, che culminerร nel Natale. LโAvvento รจ il tempo che ci รจ dato per accogliere il Signore che ci viene incontro, anche per verificare il nostro desiderio di Dio, per guardare avanti e prepararci al ritorno di Cristo. Egli ritornerร a noi nella festa del Natale, quando faremo memoria della sua venuta storica nellโumiltร della condizione umana; ma viene dentro di noi ogni volta che siamo disposti a riceverlo, e verrร di nuovo alla fine dei tempi per ยซgiudicare i vivi e i mortiยป. Per questo dobbiamo sempre essere vigilanti e attendere il Signore con la speranza di incontrarlo. La liturgia odierna ci introduce proprio in questo suggestivo tema della vigilanza e dellโattesa.
Nel Vangelo Gesรน esorta aย fare attenzioneย e aย vegliare, per essere pronti ad accoglierlo nel momento del ritorno. Egli, scrive lโevangelista Marco, dice ai suoi discepoli: ยซFate attenzione, vegliateยป. ยซVegliate!ยป. Questo รจ lโappello di Gesรน nel Vangelo di oggi. Lo rivolge non solo ai suoi discepoli, ma a tutti: ยซVegliate!ยป. ร un richiamo salutare a ricordarci che la vita non ha solo la dimensione terrena, ma รจ proiettata verso un โoltreโ, come una pianticella che germoglia dalla terra e si apre verso il cielo. Una pianticella pensante, lโuomo, dotata di libertร e responsabilitร , per cui ognuno di noi sarร chiamato a rendere conto di come ha vissuto, di come ha utilizzato le proprie capacitร : se le ha tenute per sรฉ o le ha fatte fruttare anche per il bene dei fratelli.
Anche Isaia, il profeta dellโAvvento, ci fa riflettere oggi con una preghiera accorata, rivolta a Dio a nome del popolo. Egli riconosce le mancanze della sua gente, e a un certo punto dice: ยซNessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a te; perchรฉ tu avevi nascosto da noi il tuo volto, ci avevi messo in balรฌa della nostra iniquitร ยป. Come non rimanere colpiti da questa descrizione? Sembra rispecchiare certi panorami del mondo post-moderno: le cittร dove la vita diventa anonima e orizzontale, dove Dio sembra assente e lโuomo lโunico padrone, come se fosse lui lโartefice e il regista di tutto: le costruzioni, il lavoro, lโeconomia, i trasporti, le scienze, la tecnica, tutto sembra dipendere solo dallโuomo. E a volte, in questo mondo che appare quasi perfetto, accadono cose sconvolgenti, o nella natura, o nella societร , per cui noi pensiamo che Dio si sia come ritirato, ci abbia, per cosรฌ dire, abbandonati a noi stessi.
In realtร , il vero โpadroneโ del mondo non รจ lโuomo, ma Dio. Il Vangelo dice: ยซVegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerร , se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo allโimprovviso, non vi trovi addormentatiยป. Il Tempo di Avvento viene ogni anno a ricordarci questo, perchรฉ la nostra vita ritrovi il suo giusto orientamento, verso il volto di Dio. Il volto non di un โpadroneโ, ma di un โPadreโ e di un โAmicoโ.
Con la Vergine Maria, che ci guida nel cammino dellโAvvento, facciamo nostre le parole del profeta: ยซSignore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma, tutti noi siamo opera delle tue maniยป. Amen!
Don Lucio D’Abbraccio
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