Una presenza nascosta ed efficace
Vivendo la grande Solennitร del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo siamo portati a farci una domanda: che differenza cโรจ tra quello che celebriamo il Giovedรฌ Santo, giorno eucaristico per eccellenza, e la ricorrenza odierna? In realtร , il Mistero che si contempla nelle due giornate รจ il medesimo e indiviso. Si tratta in entrambi i casi di adorare la profonditร dellโAmore di Cristo che non ha voluto lasciarci orfani, ma si รจ donato allโumanitร attraverso questo segno umile ed efficace della sua Pasqua.
Il Figlio di Dio, nellโultima cena, ha deciso di farsi presente sotto le specie del pane e del vino consacrati, per diventare nostro compagno di viaggio, nostro sostegno, nostro nutrimento e nostra forza. Non sarร azzardato provare a rispondere alla domanda iniziale dicendo che nelle due ricorrenze liturgiche emergono due diverse sfumature dellโunico Mistero: il Giovedรฌ Santo lโattenzione si rivolge maggiormente sullโevento dellโistituzione del sacramento, inserito nel passaggio Pasquale di Gesรน; la solennitร odierna, invece, guarda maggiormente alla presenza reale e nascosta di Gesรน con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinitร nel Santissimo Sacramento.
La fede millenaria della Chiesa ci insegna che dopo lโimposizione delle mani del sacerdote, lโinvocazione dello Spirito e le parole stesse di Gesรน, il pane e il vino offerti sullโaltare si trasformano nel Corpo e Sangue di Cristo realizzando il miracolo della transustanziazione, attraverso il quale Egli si fa presente in modo vivo, vero, reale e sostanziale. Per la potenza dello Spirito, la sostanza intima del pane e del vino non รจ piรน tale, ma misteriosamente diviene il Corpo e il Sangue del Salvatore Risorto e Vivente. ร un mistero incomprensibile alla sola ragione umana. Ieri come oggi, chi non entra attraverso la porta della fede, difficilmente puรฒ riconoscere e accettare questa veritร .
San Tommaso dโAquino, in uno degli inni liturgici a lui attribuiti, ci fa cantare: โpraestet fides supplement Sensuum defectuiโ (ci sia il supplemento della fede al fallimento dei sensi) e in altro inno afferma: โvisus, tactus, gustus in te fallitur, sed auditu solo crediturโ (la vista, il tatto, il gusto in Te si sbagliano, si crede soltanto con lโascolto). San Paolo ci ricorda: โla fede viene dallโascolto e lโascolto riguarda la parola di Cristoโ (Rm 10,14). Dalla Parola noi crediamo che Cristo รจ veramente presente e operante nel Sacramento. Per tale ragione ci viene riproposto il racconto dellโistituzione, con le parole di Gesรน da credere e ascoltare: โquesto รจ il mio corpo, โฆ questo รจ il mio sangueโ.
Non sono soltanto parole informanti, ossia che istruiscono su qualcosa, ma per la potenza dello Spirito, sono parole performanti, ossia che realizzano quanto contengono, trasformando. La Solennitร nata nella diocesi di Liegi in Belgio nel 1247 come reazione allโeresia antieucaristica di Berengario di Tours, che riteneva la presenza di Cristo solo simbolica, fu poi estesa a tutta la Chiesa nel 1264 da papa Urbano IV, dopo il riconoscimento del miracolo eucaristico di Bolsena, quando nelle mani di un sacerdote assalito da dubbi di fede, la Santa Ostia sanguinรฒ lasciando tracce inequivocabili. ร proprio il rafforzamento della fede nella presenza reale di Cristo il fine di questa celebrazione: siamo invitati per questo a rinnovare la nostra fede e devozione nellโEucaristia.
Se crediamo, amiamo e viviamo lโEucaristia, la sua forza trasformatrice non puรฒ lasciarci indifferenti. Parlando ai bambini che si preparavano a ricevere per la prima volta la Santa Comunione, alla domanda del piccolo Andrea che chiedeva: ยซLa mia catechista, preparandomi al giorno della mia Prima Comunione, mi ha detto che Gesรน รจ presente nellโEucaristia. Ma come? Io non lo vedo!ยป, Benedetto XVI cosรฌ rispondeva: โSรฌ, non lo vediamo, ma ci sono tante cose che non vediamo e che esistono e sono essenziali. Per esempio, non vediamo la nostra ragione, tuttavia abbiamo la ragione. Non vediamo la nostra intelligenza e lโabbiamo. Non vediamo, in una parola, la nostra anima e tuttavia esiste e ne vediamo gli effetti, perchรฉ possiamo parlare, pensare, decidere eccโฆ Cosรฌ pure non vediamo, per esempio, la corrente elettrica, e tuttavia vediamo che esiste, vediamo questo microfono come funziona; vediamo le luci. In una parola, proprio le cose piรน profonde, che sostengono realmente la vita e il mondo, non le vediamo, ma possiamo vedere, sentire gli effetti. Lโelettricitร , la corrente non le vediamo, ma la luce la vediamo. E cosรฌ via. E cosรฌ anche il Signore risorto non lo vediamo con i nostri occhi, ma vediamo che dove รจ Gesรน, gli uomini cambiano, diventano migliori. Si crea una maggiore capacitร di pace, di riconciliazione, eccโฆ Quindi, non vediamo il Signore stesso, ma vediamo gli effetti: cosรฌ possiamo capire che Gesรน รจ presente. Come ho detto, proprio le cose invisibili sono le piรน profonde e importanti. Andiamo dunque incontro a questo Signore invisibile, ma forte, che ci aiuta a vivere beneโ (Incontro con i bambini della prima comunione, Piazza San Pietro, sabato, 15 ottobre 2005).โฏย



