don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 30 Novembre 2025

274

Quando è stata l’ultima volta che hai guardato il cielo e pensato che domani potrebbe cambiare tutto?

In questa I Domenica d’Avvento noi siamo chiamati a vegliare, preparare il cuore perché qualcosa, una luce, un incontro, una svolta… può arrivare da un momento all’altro.
“Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà” (Mt 24,42).

- Pubblicità -

on queste parole Gesù ci scuote: non perché siamo ansiosi, ma perché siamo vivi, in cammino, in attesa di una salvezza che può bussare quando meno ce lo aspettiamo. Beh, si, perché con le nostre giornate affollate, con gli occhi distratti da notifiche e scadenze, possiamo facilmente cadere nell’abitudine: mangiamo, lavoriamo, scrolliamo, amiamo a modo nostro, credendo che il tempo ci sia garantito. Invece l’Avvento ci rovescia il ritmo: ci invita a svegliarci, a stare attenti, a vivere con il cuore aperto.

Immagina una finestra al mattino presto: fuori la strada è ancora silenziosa, dentro, sul davanzale, c’è una candela accesa, una tazza fumante, la luce che filtra tiepida. Nessuna sirena, nessuna rumore. Solo attesa. È così che Dio viene: di soppiatto, come l’alba.

Non serve spettacolo, ma solo mani aperte, compassione, gesti veri. E se oggi decidi di accendere quella candela, di offrire quella tazza, cioè un gesto di vicinanza, una parola di speranza, un ascolto, allora ti prepari a riconoscere l’incontro per quando arriverà.

Pensaci: nelle relazioni, nei tuoi amici che lottano, in qualcuno che soffre, nei giovani che cercano senso… tu puoi essere luce. Non domandarti quando arriverà la salvezza, ma sii pronto a riconoscerla e ad accoglierla, con coraggio e gentilezza.

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE