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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 26 settembre 2026

No, Signore, proprio non ci entra in testa questa cosa. Non ci mettiamo in testa quanto ci hai detto, tu che ami talmente il Padre e gli uomini, che sei così fedele alla tua missione, noi che, invece, siamo scostanti e lunatici, da andare fino in fondo, costi quel che costi, anche perdendo la tua vita.

No, Signore, proprio non ci entra in testa che si può amare anche senza averne un tornaconto, anche senza porre condizioni, amando e basta come hai saputo fare tu.

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No, non riusciamo a capire una vita così donata, così libera, così liberante e vera.

Spesso ti seguiamo per altre ragioni, non tutte nobili: ci sostieni, ci proteggi, ci offri una chiave di lettura della vita che ci rassicura.

Ma quando penetriamo il mistero, quando approfondiamo, quando la smettiamo di fare i cattolici a traino e diventiamo, infine, discepoli, ci destabilizzi.

Vediamo l’altezza del tuo amore incondizionato, ci spaventa, sinceramente.

Un Dio che si consegna agli uomini che ne fanno ciò che vogliono.

E non solo perché, storicamente, sei stato rifiutato e ucciso. Ma anche noi cristiani, a volte, ti manipoliamo, facciamo di te quello che vogliamo.

Lo sai, ci stai. Non perché arrendevole e rassegnato ma perché, tu per primo, vivi il paradosso che ci chiedi: amare, e basta.

Fare due chilometri con chi ti obbliga a farne uno, regalare la tunica a chi ti ha appena rubato il mantello, porgere la guancia a chi ti ha appena schiaffeggiato.

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Non è autolesionismo ma paradosso di una visione alta e altra della vita.

Perché a volte funziona, il malvagio resta spiazzato (a volte, non sempre) e riflette.

Altro non vuoi fare, non ti imponi, non batti il pugno sul tavolo. Tu sei libero e anche noi, libero fino all’estremo.

No, non capiamo, come potremmo? Noi che cerchiamo gloria gli uni dagli altri, noi che sgomitiamo, anche nella nostra comunità, santamente certo.

No, non capiamo ancora perché questo amore ci spaventa per la sua radicale totalità, per la sua debordante profezia.

Tu, comunque, continui ad amare.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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