Quanta gente ama giudicare gli altri come fosse un passatempo!
Ma ti sei mai chiesto quanto spesso giudichiamo gli altri con la stessa severità con cui poi ci accorgiamo dei nostri errori?
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Oggi, nelle letture, siamo accompagnati dallo sguardo di Daniele che si confessa davanti a Dio dicendo: “Abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi… non abbiamo obbedito alla voce del Signore”. E poi la parola di Gesù ci dice: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati… perdonate e sarete perdonati».
Immagina una piantina in un vaso, trascurata: se la giudichi subito “secca e inutile”, la butti, ma se decidi di darle acqua e sole, piano piano rifiorisce.
Una relazione umana non è molto diversa: spesso etichettiamo l’altro prima di capire il suo percorso, asciugando speranze invece di annaffiarle con parole gentili.
Nel tempo di Quaresima siamo invitati proprio a questo: non solo a riconoscere i nostri errori come fa Daniele, ma a lasciare che la nostra vita diventi un vaso dove la misericordia può crescere.
I Padri della Chiesa, ricordano che “Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva”: la misericordia, quindi, non è debolezza ma forza di riconoscere l’altro come fratello, non come giudice di condanne.
In un mondo in cui si misura la popolarità con i “mi piace”, questa parola di Gesù capovolge tutto: ogni relazione guarisce quando la misericordia supera il giudizio e la mano si apre invece di chiudersi.
Allora, in questo cammino di quaresima, impariamo a coltivare la pianta della misericordia: chi semina compassione raccoglie pace… e vede rifiorire anche se stesso negli altri.scoltare davvero Gesù, l’Amato?
don Domenico Bruno
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