Don Antonio Mancuso – Commento al Vangelo del 2 Febbraio 2026

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Simeone aspettava la consolazione… Noi, invece, non sappiamo più aspettare! Già… profondamente immersi e in questa società del “tutto e subito”, non sappiamo più attendere. E forse, non vogliamo più attendere.

Ma attendere… aspettare… è prepararci a ciò che attendiamo… ed è già gustare un anticipo… in anticipo… ciò che attendiamo… ricordiamoci le parole della volpe al Piccolo Principe: “Se tu vieni tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice”… riprendiamo, allora, il gusto dell’attesa… impariamo ad attendere…

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Anna serviva Dio giorno e notte.
Non è facile. Perché per servire qualcuno occorre smettere di servire se stessi… i propri interessi… occorre sapersi mettere da parte. E a nessuno piace essere secondo quando si può essere primi non considerando gli altri.
Proprio così: servire Dio potrebbe anche essere vederlo, amarlo, servirlo nei bisogni degli altri.

Gesù è venuto a svelare i pensieri di molti cuori
Non siamo solo quello che si vede o che decidiamo di mostrare. Ognuno di noi, infatti, custodisce sé stesso dagli occhi degli altri.
Insomma, ci sono parti segrete, profonde e intime che decidiamo di custodire e proteggere dagli altri. Solo Dio ci conosce nella nostra verità e nonostante quello che nascondiamo a volte è anche qualcosa di cui ci vergogniamo… Dio ci ama veramente per quello che siamo.

Impariamo l’arte dell’attesa… impariamo a servire gli altri mettendoci da parte e non temiamo di farci conoscere per quello che siamo veramente… perché chi ama la nostra maschera, alla fine, non sta amando noi!

AUTORE: Don Antonio Mancuso PAGINA FACEBOOK | Telegram

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