d. Giacomo Falco Brini – Commento al Vangelo di domenica 13 FEBBRAIO 2022

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REALIZZARSI SECONDO IL VANGELO

Gesรน alzรฒ gli occhi verso i suoi discepoli (Lc 6,20). Cโ€™era tanta altra gente quel giorno, ma se Luca sottolinea la direzione del suo sguardo, non cโ€™รจ possibilitร  di altra interpretazione: le parole che seguono sono per coloro che intendono essere suoi discepoli. Esse sono come i dettagli che profilano la carta dโ€™identitร  del credente in Cristo. E non solo. Qui รจ in gioco lโ€™identitร  del discepolo come pure del Maestro. Chi cercasse in Gesรน il volto di un Dio diverso, con una missione diversa, e si aspettasse da Lui parole diverse, piรนย  rassicuranti/deresponsabilizzanti, dovrร  necessariamente cercare altrove unโ€™alternativa di leader. Ma ciรฒ non significa che le promesse del Signore siano per i discepoli una magra consolazione, tuttโ€™altro. Inoltre, il parallelismo antitetico (beati/guai) costruito, non avalla la tesi di Nietzsche per la quale il cristianesimo รจ solo una religione che genera e mantiene sensi di colpa nellโ€™uomo, dunque contraria alla vita, qualcosa che la soffoca e la deprime.

Il commento continua dopo il video.

Certamente, come tantissime altre, queste parole di Gesรน sconvolgono e inquietano. Perchรฉ in fondo, annunciare la felicitร  ai poveri, a coloro che vivono nel bisogno, nella sconfitta e nel pianto, a quelli che a causa del suo nome si ritrovano esclusi, rifiutati e odiati, insultati e oppressi, รจ forse ragionevole ad un primo impatto auditivo? Eppure ancora una volta, ciรฒ che afferma ha la sua ragionevolezza, solo che bisogna intendere bene il suo discorso. Il Signore dirige il suo โ€œbeati/guaiโ€ non a una umanitร  indeterminata, ma ai discepoli.

Il che vuol dire che lโ€™invettiva lanciata in perfetta antitesi non รจ una sentenza di maledizione, ma un doloroso rammarico verso chi, tra i discepoli, sta abdicando alla sequela di Gesรน, preferendo una vita autosufficiente, soddisfatta di sรฉ. In altre parole, chi tra i discepoli รจ ricco, sazio, gaudente e affamato di successo, sta girando le spalle al Signore, ha imbroccato una strada che non gli appartiene.

Seguire Gesรน รจ un cammino bello ma faticoso, che porta necessariamente a un continuo discernimento sulla vita personale. Stargli dietro non รจ un atto compiuto, ma una scelta che si rinnova ogni giorno. Non si vive di rendita con Lui. Non si finisce mai di imparare, non ci si puรฒ mai fermare. Ma sarebbe riduttivo parlare della sequela solo in questi termini. In altre parole, รจ come se con il vangelo Gesรน ci dicesse: โ€œbeati voi che avete fiducia in me, voi che rischiate la vostra vita sulla mia parola (cfr. vangelo di domenica scorsa), voi che non bastate a voi stessi: avete trovato in me il segreto di una vita veramente riuscita, una vita che non vi deluderร  con il passare del tempo.

Nonostante la vostra condizione di poveri, affamati, sofferenti e perseguitati, il regno di Dio vi appartiene giร  qui: dunque avrete sempre momenti difficili e dolorosi, ma in voi non mancherร  mai il piacere di vivere con me, la speranza, il buon umore, una operosa creativitร . Chi tra voi invece affida oggi la propria vita al denaro, al benessere e al consenso degli altri, avrร  sรฌ unโ€™iniziale euforia perchรฉ la ruota gli puรฒ girare bene, tuttavia lโ€™esito della sua vita sarร  deludente e vedrร  il crollo delle sue illusioni quando si presenteranno inevitabilmente tempesteโ€.

Dunque solo chi allunga lโ€™orizzonte della vita oltre la propria esistenza terrena puรฒ comprendere Gesรน che dice di rallegrarsi ed esultare quando si cammina sotto la croce, perchรฉ costui non solo crede, ma sperimenta che la ricompensa รจ grande nei cieli (Lc 6,23a), in quanto la pregusta giร  sulla terra. Chi invece accorcia questo orizzonte si candida a una delusione piรน dolorosa, si caccia nel pericolo di un fallimento totale. Unโ€™ultima annotazione.

Mi colpisce sempre la conclusione di Gesรน in entrambe le antitesi: allo stesso modo agivano i loro padri con i profetiโ€ฆallo stesso modo agivano i loro padri con i falsi profeti (Lc 6,23b e 26). Cโ€™รจ come un implicito invito a verificare come si sta camminando e chi sono i nostri punti di riferimento con la loro condotta di vita e, nello stesso tempo, a saggiare se sono oggetto di persecuzioni oppure solo di lusinghe piene di consenso. In questo modo ogni discepolo ha il criterio per discernere il proprio cammino, chi puรฒ veramente generarlo alla fede e chi invece lo distoglie da essa per la propria superficialitร .


AUTORE: d. Giacomo Falco Brini
FONTE: PREDICATELO SUI TETTI