Tempo di Quaresima II, Colore Viola – Lezionario: Ciclo A | Anno II, Salterio: sett. 2
Un cuore vero, non solo parole
La Parola di oggi è forte, quasi severa. Ma non è una condanna: è un invito alla verità. Dio non cerca apparenza religiosa, ma un cuore convertito. Non parole solenni, ma vita coerente.
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Is 1,10.16-20
Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.
Dal libro del profeta Isaìa
Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
«Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo
– dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.
Ma se vi ostinate e vi ribellate,
sarete divorati dalla spada,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Parola di Dio.
Dal Sal 49 (50)
R. A chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.
Oppure:
R. Mostraci, Signore, la via della salvezza.
Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili. R.
Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle? R.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio. R.
Vangelo del giorno di Mt 23,1-12
Dicono e non fanno.
Dal Vangelo secondo Matteo
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In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore.
Ascolta il commento
Il profeta Isaia si rivolge a un popolo che continua a offrire sacrifici, ma vive nell’ingiustizia. Le sue parole sono taglienti: «Lavatevi, purificatevi… cessate di fare il male, imparate a fare il bene». Dio non rifiuta il culto in sé; rifiuta un culto separato dalla vita.
La conversione che chiede è concreta: soccorrere l’oppresso, rendere giustizia all’orfano, difendere la vedova. È una fede che entra nelle relazioni, nelle scelte quotidiane. Non basta frequentare il tempio se il cuore resta lontano.
Il Salmo 49 riprende lo stesso richiamo: Dio non ha bisogno di sacrifici come se fosse un sovrano da placare. Vuole il rendimento di grazie, la fedeltà all’alleanza, una vita coerente. «A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio». Il culto autentico è un’esistenza vissuta davanti a Lui.
Nel Vangelo secondo Matteo, Gesù mette in guardia dalla tentazione dell’ipocrisia. Gli scribi e i farisei dicono e non fanno. Appesantiscono gli altri con pesi difficili, ma non muovono un dito per aiutarli. Cercano i primi posti, i titoli, l’ammirazione.
Il rischio non è lontano da noi. Anche la vita spirituale può diventare ricerca di riconoscimento. Anche il servizio può trasformarsi in desiderio di visibilità.
Gesù ribalta la prospettiva: «Il più grande tra voi sia vostro servo». La vera grandezza non è dominare, ma servire. Non mettersi sopra, ma farsi vicino. Non cercare il titolo, ma vivere da fratelli.
Isaia chiede un cuore purificato. Il Salmo invita alla coerenza. Gesù indica la via dell’umiltà. La fede autentica non è spettacolo religioso, ma trasformazione interiore che diventa servizio.
🌿 Commento finale
Oggi la Parola ci chiede autenticità. Dio non guarda l’apparenza, ma il cuore. E un cuore vero si riconosce dall’amore concreto e dall’umiltà che serve.
