Commento al Vangelo del 28 Novembre 2021 – don Giovanni Berti (don Gioba)

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A cuor leggero

โ€œRicordati che devi morire!โ€ urla il frate dalla strada. โ€œโ€ฆsi si, moโ€™ ora me lo segnoโ€ risponde piรน imbarazzato che spaventato Massimo Troisi che insieme a Roberto Benigni si trova catapultato dai giorni nostri nellโ€™Italia di fine medioevo del 1492. รˆ una delle scene piรน divertenti del film โ€œNon ci resta che piangereโ€ del 1984, che racconta le avventure dei due protagonisti a confronto con fatti e personaggi storici di unโ€™epoca lontanissima.

Gesรน nel passo di Vangelo di questa prima domenica di Avvento, ad una lettura superficialissima pare proprio come quel burbero predicatore del film, evocando cataclismi e paure. Vuole spaventare i suoi discepoli? Hanno giร  di che star poco allegri con il loro Maestro che da li a poco verrร  preso e ucciso dalle autoritร  civili e religiose, e anche per loro il futuro non รจ certo roseo. Ma perchรฉ queste parole cosรฌ forti anche per noi oggi, mentre stiamo iniziando lโ€™Avvento in preparazione al Natale, che anche questโ€™anno non si preannuncia facile e gioioso, come รจ successo lo scorso anno a causa di questa infinita pandemia del covid? Abbiamo bisogno di parole come queste?

Bisogna ammettere che sia in passato, come ai tempi di quel predicatore medievale, ma anche oggi le parole di Gesรน che evocano condanne e angosce sono state usate in modo sbagliato, mostrando un volto poco evangelico della nostra religione. Il Vangelo non vuole impaurire, altrimenti non sarebbe โ€œbuona notiziaโ€. Gesรน non รจ venuto per narcotizzare di paure i suoi contemporanei e le generazioni future, ma al contrario a svegliarle proprio dalle false paure e inutili angosce, anche quelle ingiustamente prodotte da un modo falso di vivere la religione.
Gesรน sta parlando ad un popolo di discepoli che vivevano un passaggio storico difficile, e che come tutti sentivano il peso delle tragedie umane. La vita allora come oggi non รจ mai facile ed รจ piena di insidie che minano la nostra serenitร  e futuro.

Gesรน usando un linguaggio profetico (che sicuramente per noi non รจ facile da comprendere ma a quel tempo era piรน usato, ricco di immagini e parole fortiโ€ฆ), vuole lanciare un messaggio di liberazione. Gesรน vuole liberarci dalle paure della vita che spesso ci paralizzano e chiudono in noi stessi. La pandemia รจ stata ed รจ ancora una esperienza globale che pare aver aumentato le nostre fragilitร . Sono fragilitร  di ogni tipo, non solo fisiche ma anche culturali, sociali e religiose. Ma avviene sempre cosรฌ nei periodi della storia e della vita. รˆ entrando dentro le tragedie che proviamo quanto siamo deboli, ma anche quali sono le cose essenziali e le persone che davvero valgono per noi e che ci aiutano.

Gesรน ai suoi discepoli dice chiaramente (e dovrebbe essere questa la frase da stamparci bene nella mente e nel cuore) โ€œrisollevatevi e alzate il capo, perchรฉ la vostra liberazione รจ vicinaโ€.
La vita vera, la felicitร  del cuore, le relazioni umane non sono condannate alla dissoluzione, qualsiasi cosa accada nella storia e nel cosmo. Siamo persone liberate e Dio รจ un liberatore continuo e storico. Non dobbiamo aspettare โ€œla fineโ€ del mondo, ma possiamo scoprire che โ€œil fineโ€ del mondo, il fine di ogni singolo nostro giorno, รจ Dio liberatore, Padre amorevole che ci dona vita, e non morte e condanna.

Gesรน annuncia questo e richiama i suoi discepoli a mettersi nella condizione di sperimentare questa liberazione e questo dono di felicitร  e vita. La condizione รจ quella di non ubriacarsi di superficialitร , di non perdere tempo in inutili affanni, ma di dare spazio allโ€™amore, alla festa, allโ€™incontro con il prossimo, alla caritร  e servizio. Gesรน ci invita a non appesantire il cuore ma a renderlo leggero e anche ad aiutare il prossimo a renderlo leggero.

La preghiera quando medita le parole liberanti di Gesรน, rende il cuore capace di vedere oltre le pesantezze della vita. Quando la preghiera comunitaria รจ esperienza di condivisione e accoglienza, rende il cuore appesantito sollevato e non piรน solo.
E anche il sorriso ricevuto e donato puรฒ essere davvero un vaccino potentissimo contro tutte le varianti delle paure, anche quelle religiose che molti ingiustamente mettono al prossimo.


Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)