Terza domenica di Avvento, anno di Luca
Sof 3,14-18/Fil 4,4-7/Lc 3,10-18
- Pubblicitร -
Sei la gioia di Dio!
Affinchรฉ il giorno di Natale non ci piombi addosso come una disgrazia, siamo chiamati ad alzare lo sguardo, a non permettere che il nostro cuore si appesantisca a causa delle troppe preoccupazioni, delle dissipazioni, delle ubriachezze.
Dio, stanco di essere male interpretato, scende a raccontarsi e lo fa, al solito, con un percorso nuovo, inatteso, lontano dai nostri schemi mentali.
Non sceglie la disponibilitร della moglie dellโImperatore, ma lโingenua e solida accoglienza di unโadolescente di Nazareth; la sua Parola non scende sui potenti dellโepoca, ma su Giovanni il Battezzatore che ci invita a preparare il Natale. Non siamo qui a far finta che poi Gesรน nasce, siamo qui a spalancare il cuore affinchรฉ egli trovi accoglienza, a liberare il nostro pensiero contorto, a colmare i crateri delle nostre ferite, ad abbassare il delirio di onnipotenza che ci impedisce di incontrare Dio perchรฉ egli, da ridere, non sta in alto, ma si abbassaโฆ
Come?
La gente che da Gerusalemme รจ scesa nei pressi di Gerico per vedere Giovanni il Battezzatore, profeta ardente di passione, resta turbata, scossa. E se avesse ragione lui? Se, sul serio, la vita non fosse quel caos inestricabile che ci dona piรน fatica che gioia?
Qualcuno, timidamente si avvicina al profeta e chiede: โChe cosa dobbiamo fare?โ.
โChe cosa dobbiamo fare?โ รจ anche la domanda che sorge nel nostro cuore quando ci guardiamo dentro, quando lasciamo che il silenzio evidenzi, smascheri la nostra sete di felicitร e di bene, quando una tragedia ci ridesta alla durezza e alla veritร della vita, quando vogliamo prepararci ad un Natale che non resti solleticamento emotivo ma diventi conversione e luce e pace.
โChe cosa dobbiamo fare?โ e il mondo ci risponde: โSistemati, lavora, guadagna, riposati, curati, regalati emozioni, lasciati andare, sballaโฆโ. Conosco molte persone, non voi, gli altri, che sono convinte che basterebbe essere piรน alti, piรน snelli, piรน ricchi, avere accanto persone diverse, per essere felici.
Ma queste cose saranno davvero capaci di riempire il cuore? E se investissimo tutte le nostre energie nel posto sbagliato? Se โ buon Dio โ ci accorgessimo alla fine della vita che la strada da imboccare era unโaltra? E se il mondo non sapesse โ sul serio โ darci risposte? E per mascherare questo vuoto lo riempisse di parole?
Giovanni risponde in maniera dolce e sorprendente: consigli spiccioli, allโapparenza banali, ben diversi dai proclami che ci aspetteremmo, dalle scelte radicali che dovrebbe proferire: โcondividete, non rubate, non siate violentiโฆโย Tutto lรฌ? Restiamo stupiti, un poโ delusi.
Giovanni ha ragione: dalle cose piccole nasce lโaccoglienza. Perchรฉ forse anche a voi, come a me, succede di immaginarmi, anche nella fede, capace di improbabili eroismi: partirรฒ in Africa volontario โ e intanto non vedo la mia dirimpettaia anziana sola โ andrรฒ una settimana in monastero nel silenzio โ e intanto non trovo neppure cinque minuti di preghiera al giorno โ dedicherรฒ del tempo alla riflessione โ e non ho neppure il coraggio di depennare qualche riunione dallโagenda al collassoโฆ
Enormi piccolezze
Giovanni ha ragione, fai bene ciรฒ che sei chiamato a fare, fallo con gioia, fallo con semplicitร e diventa profezia, strada pronta per accogliere il Messia.
Era normale per i pubblicani rubare, normale per i soldati essere prepotenti, normale per la gente accumulare quel poco che aveva.
Giovanni mostra una storia โaltraโ: sii onesto, non essere prepotente, condividi.
Diventa eroico, anche oggi, essere integerrimi nellโonestร sul lavoro, profetico essere persone miti in un mondo di squali, sconcertante porre gesti di gratuitร .
Dio si fa piccolo. Nei piccoli atteggiamenti ne rintracciamo la scia luminosa.
Sarร lui?

Fuoco, fuoco, fuoco che brucia, che inquieta, che scalda, che illumina, che turba nel profondo, che scardina, che riempie. Giovanni giร ne assapora la presenza, giร ne coglie la statura immensa, inattesa, sconcertante. Eppure lui, il piรน grande tra i nati da donna, verrร ucciso per il ballo sensuale di unโadolescente, ucciso da un re fantoccio suddito dei propri desideri e del giudizio della gente. Ma รจ felice, comunque, sin dโora.
Gioia
Giovanni ha giร il cuore colmo di gioia anche se ancora aspetta, anche se ancora non vede.
Ma giร gioisce. Lโannuncio che vi faccio, la โbuona novellaโ in mezzo a tante orribili notizie che ci raggiunge รจ proprio questa: Dio ti ama e te lo dimostra in Gesรน Cristo.
Accogliere Gesรน รจ avere il cuore pieno di gioia. La fede cristiana รจ anzitutto gioia.
Non gioia semplice, sciocca, ingenua. Mediteremo a lungo, fra qualche mese, di come la gioia cristiana sia una tristezza superata, di come sia una gioia conquistata a caro prezzoโฆ
Nel frattempo Paolo dice ai Filippesi e a noi: โrallegratevi nel Signore sempre!โ; aggiunge che la nostra gioia deve essere nota a tutti, cioรจ che la gente deve pensare ai cristiani come gente serena e piena di luce! Per Paolo, che pure di cose tristi ne subisce e ne vede, la pace che viene da Dio custodisce i nostri cuori.
E se la mia vita รจ un calvario? Se proprio la sofferenza รจ la nota dominante della mia vita? Se la depressione o la solitudine hanno minato alla radice il mio buonumore? Perchรฉ mai devo essere felice?
La risposta di Sofonia, profeta vissuto nel 640 a.C., รจ bruciante: โIl Signore tuo Dio โฆ esulterร di gioia per te, ti rinnoverร con il suo amoreโ. Sii felice: tu sei la gioia di Dio! Sii felice: Dio ti ama teneramente con il suo amore ed รจ il suo amore che ti rinnova, ti cambia. Tutta la Bibbia, tutta lโesperienza di Israele prima e della Chiesa poi dice questo: sei amato, il vero volto di Dio รจ uno sguardo di bene e di amore che ti ricostruisce.
Non รจ una splendida notizia?
