Misericordiosi perché Dio fa cosi
Gesù rende lode al Padre per avere riservato i segreti della grazia e della gioia del Vangelo ai piccoli, cioè a coloro che si accontentano di essere guardati e giudicati dagli occhi di Dio, negandola invece ai presuntuosi, che, chiusi nella loro superbia, si considerano sapienti e dotti. Oggi ricorre la Domenica del Mare.
Chi conserva l’ira verso un altro uomo, come può chiedere al Signore la guarigione?». Se Dio, grande e magnanimo accoglie le nostre suppliche e perdona le nostre offese, anche noi dobbiamo usare pietà e misericordia verso i nostri fratelli, anche se sono colpevoli verso di noi (I Lettura). San Paolo offre un forte motivo di perdono delle offese: con il Risorto noi formiamo un solo corpo, per cui non viviamo più per noi stessi, ma per il Signore al quale apparteniamo (II Lettura).
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Come lui, anche noi dobbiamo saper vivere e morire per i fratelli. A Pietro che domanda al Signore se deve perdonare solo fino a sette volte, Gesù risponde: «Fino a settanta volte sette» (Vangelo).
Le caratteristiche del perdono cristiano sono quelle di perdonare tutti indistintamente, sempre e in ogni circostanza. Se perdoniamo solo a coloro a cui ci conviene, perché più forti di noi o a noi necessari, non siamo sulla scia del vero perdono. Il tale che aveva un debito di diecimila talenti siamo tutti noi, che usiamo male i doni che Dio ci elargisce.
Se lui continua a credere in noi, anche noi dobbiamo dare credito all’altro. Non perdoniamo allora perché ci aspettiamo un ravvedimento, ma perché Dio fa così.
don Donato Allegretti
Fonte Edizioni San Paolo




