Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 6 Gennaio 2026

- Pubblicità -

Nella civiltà antica astrologia e astronomia non erano disgiunte; questi personaggi non sono dunque gli scienziati di un osservatorio astronomico, ma figure di saggi che scrutano e interpretano i segni del cielo, non ancora spiegati dai moderni telescopi.

In ogni caso seguire il movimento di una stella presuppone una disposizione alla ricerca attenta, un atteggiamento paziente e serio; presuppone stare svegli di notte…

- Pubblicità -

Questa caratteristica dei saggi dell’Oriente, estranei alla cultura israelitica e ignari dell’attesa del Messia, ce li fa avvicinare a chi cerca risposte non a partire da un contesto di fede. Un cosiddetto “lontano”, un “non credente”, che cerca, che si mette in moto per seguire una novità, e che riconosce in un neonato di umili condizioni un re.

L’Epifania non è solo per i vicini, per chi attendeva il messia (e magari non lo riconosce), ma per tutti quelli che si mettono in cammino.

Per Riflettere

I magi “al vedere la stella provarono una grandissima gioia”; siamo capaci di provare gioia quando siamo vicini al Signore nella nostra vita quotidiana?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

Altri Articoli
Related

p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 17 aprile 2026

Il commento al Vangelo del giorno a cura di...

Alberto Maggi – Commento al Vangelo di domenica 19 aprile 2026

Commento al Vangelo del 19 aprile 2026 a cura...

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 17 aprile 2026

Una folla enorme, la fame che cresce, e Gesù...

Don Francesco Cristofaro – Commento al Vangelo del 16 aprile 2026

Vangelo del giorno e breve commento a cura di...