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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 4 Gennaio 2025

La testimonianza di Giovanni è riconosciuta come autorevole. Per questo i suoi discepoli non pongono domande e seguono subito quel Gesù che “passava”. La testimonianza di Giovanni è anche nobile e si pone un solo fine: condurre all’incontro con il vero Maestro. Il Battista guida i discepoli nel primo pezzo di strada, ma poi passa il testimone a Gesù. Il suo compito è terminato.

Da parte loro, i due discepoli sono certamente anime in ricerca: prima Giovanni, ora Gesù. Questo Gesù lo sa e li precede con la sua domanda: «Che cercate?». Non devono chiedere, devono solo aprire il cuore: cerchiamo Qualcuno che possa dare un senso alla nostra vita. «Dove dimori?», cioè dov’è il luogo in cui possiamo incontrarti, sperimentare la tua presenza, stare con te. Non teorie, non verità astratte ma esperienza diretta di Gesù persona. Se non c’è incontro personale con Lui, non può esserci vera Fede.

E con la Fede la testimonianza feconda comincia a galoppare. Si inizia a intravedere la Chiesa. Uno dei discepoli è Andrea, il fratello di Simone, e Andrea conduce Simone da Gesù. E Gesù gli dà un nuovo nome che è anche una missione. Pietro, che con un nuovo nome è divenuto un nuovo essere, sarà la roccia della Sposa di Cristo.

Per riflettere

Chi sono o chi sono stati per noi i testimoni della fede più importanti? Li ricordiamo con affetto e riconoscenza?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi