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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 30 Settembre 2025

Bellissimo questo soave alterco tra Gesù e Giacomo e Giovanni. Belle anche le espressioni inventate da Luca per descrivere la conclusione tragica del destino umano del Messia: “Mentre si stavano compiendo i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto…”.

Ammirevole anche la sua bravura nel rimarcare lo stato emotivo-spirituale di Gesù che con “ferma decisione” va incontro al suo destino. Ma qualcosa si mette di traverso e intralcia la ferma decisione di Gesù. Qualcosa che ha a che fare con la brutta bestia della gelosia dei Samaritani che si irritano del comportamento di Gesù. Riconoscere che Dio (e quindi anche il Dio umano) abbia delle preferenze è d’obbligo. È stato Lui in persona ad aver detto: “Questo è il mio Figlio preferito”. O abbiamo da ridire anche sulle preferenze di Dio?

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Lo scenario cambia di botto riportando la reazione violenta di Giacomo e Giovanni che invocano la pena di morte immediata per il comportamento dei samaritani. Ma Gesù “si voltò e li rimproverò”. Sarebbe bello se Luca avesse riportato le parole esatte di questo rimprovero, anche per imparare da Gesù la dinamica della “correzione fraterna”.

Ma così non è stato e, senza batter ciglio, in un certo senso snobbando e lasciando in mezzo alla strada chi li aveva trattati così male “si misero in cammino verso un altro villaggio”.
Attenzione quindi, per noi samaritani di oggi, alle imboscate di Dio nella nostra vita perché, come dice un autore spirituale, “talvolta le benedizioni di Dio entrano dalle finestre rompendo i vetri”.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi