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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 3 novembre 2025

Gesù ci sorprende ancora: il banchetto, simbolo di festa e comunione, diventa per Lui occasione di rivelare lo stile del Regno. Non basta condividere la tavola con chi ci è simpatico o con chi potrà ricambiare: questo lo fanno già tutti. Il Vangelo apre invece un orizzonte nuovo, che spiazza. Il Signore ci chiede di invitare coloro che non hanno nulla, coloro che non contano agli occhi del mondo.

È un invito che tocca il cuore, perché mette in crisi il nostro modo spontaneo di amare. Noi tendiamo a dare per ricevere, a calcolare, a cercare riconoscimento. Gesù, invece, indica una via diversa: la gioia della gratuità. Lì non c’è scambio, non c’è guadagno, ma c’è la purezza di un amore che somiglia a quello di Dio.

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Accogliere i poveri, gli esclusi, i dimenticati significa aprire spazi di speranza. Non è soltanto gesto di solidarietà: è segno del Regno che viene. E proprio lì, nel volto dell’altro che non può contraccambiare, si riflette il volto stesso di Cristo.

Il dono gratuito non rimane senza frutto: la ricompensa, dice Gesù, sarà data “alla risurrezione dei giusti”. Non si tratta di un premio materiale, ma della beatitudine vera, quella che inizia già oggi quando impariamo a donare senza misura.

Per Riflettere

La logica di Gesù capovolge la nostra: invita chi non può restituire. La felicità non sta nel guadagno, ma nella gratuità del dono, che rende la vita luminosa e somigliante a Dio.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi