Il Vangelo di Marco ci parla di questa preghiera di Gesù che rende lode al Padre perché ha nascosto queste cose che “sono dal Padre” ai sapienti e ai dotti e le ha rivelate ai piccoli. I sapienti e i dotti che videro i miracoli di Gesù non vollero aprirsi al suo messaggio.
Chi pensa di possedere la verità, come farà ad incontrarla, a farsi sorprendere, quando questa si rivelerà nei giorni nella vita? Solo chi è piccolo, è capace di fare spazio dentro di sé per cogliere la bellezza (il seme di Dio) che sta in tutto ciò che incontra, nelle persone che incontra.
- Pubblicità -
Poi ci sono due esortazioni: venite a me, vi darò ristoro. Esorta gli stanchi e oppressi a fidarsi della sua Parola. Si spera anche che intorno abbiano qualcuno capace di farsi prossimo aiutandoli a rialzarsi per andare incontro a Gesù. Non c’è stanchezza, non c’è oppressione che non possa trovare ospitalità nello sguardo di Gesù.
L’altra esortazione: prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me. Come dire, assumete la prova come ho fatto io, attraversatela, troverete Dio che vi aiuta a superarla; imparate da me la mitezza e l’umiltà di cuore e troverete ristoro. La mitezza come una lezione importante da imparare. Solo se ci affidiamo a Dio, troveremo anche la forza e la gioia dell’annuncio.
Per riflettere
Gesù non chiede di capire, chiede di amare. Amo le idee o le persone che ho davanti?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
