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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 Aprile 2025

Il Vangelo di Marco ci parla di questa preghiera di Gesù che rende lode al Padre perché ha nascosto queste cose che “sono dal Padre” ai sapienti e ai dotti e le ha rivelate ai piccoli. I sapienti e i dotti che videro i miracoli di Gesù non vollero aprirsi al suo messaggio.

Chi pensa di possedere la verità, come farà ad incontrarla, a farsi sorprendere, quando questa si rivelerà nei giorni nella vita? Solo chi è piccolo, è capace di fare spazio dentro di sé per cogliere la bellezza (il seme di Dio) che sta in tutto ciò che incontra, nelle persone che incontra.

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Poi ci sono due esortazioni: venite a me, vi darò ristoro. Esorta gli stanchi e oppressi a fidarsi della sua Parola. Si spera anche che intorno abbiano qualcuno capace di farsi prossimo aiutandoli a rialzarsi per andare incontro a Gesù. Non c’è stanchezza, non c’è oppressione che non possa trovare ospitalità nello sguardo di Gesù.

L’altra esortazione: prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me. Come dire, assumete la prova come ho fatto io, attraversatela, troverete Dio che vi aiuta a superarla; imparate da me la mitezza e l’umiltà di cuore e troverete ristoro. La mitezza come una lezione importante da imparare. Solo se ci affidiamo a Dio, troveremo anche la forza e la gioia dell’annuncio.

Per riflettere

Gesù non chiede di capire, chiede di amare. Amo le idee o le persone che ho davanti?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi