“Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri”.
Meraviglioso vedere l’atteggiamento di un uomo non credente, che rimane perplesso di fronte a ciò che un profeta racconta. È la sorte anche di molte persone che incontriamo nel nostro cammino: non condividono la fede e non comprendono totalmente ciò che viviamo da cristiani; ma se la nostra testimonianza e semplice, sincera, vera, possono rimanere affascinati, perché riconoscono la bontà e la giustizia del messaggio.
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Erode Antipa non appartiene al popolo di Israele, ma al popolo degli idumei, convertiti forzatamente durante il regno asmoneo, ma è affascinato da Giovanni. Tuttavia, mentre altri personaggi della Bibbia di fronte al loro peccato svelato dai profeti accolgono le accuse, fanno esperienza della propria fragilità di fede e rafforzano il proprio rapporto con Dio, Erode non si coinvolge a tal punto con ciò che ascolta da Giovanni.
Erodiade, diversamente, lo odia e trama la sua morte fino a riuscire nel suo progetto di annientamento del nemico che aveva come sola colpa di rivelare il suo peccato. Giovanni, consumato dallo zelo per il Signore, è il testimone per eccellenza, mandato da Dio (Gv 1, 7s), che porta a compimento la sua missione senza timore degli uomini.
Per riflettere
Giovanni Battista ha la chiara percezione di se stesso e del suo Signore, ricolmo di fortezza e di coraggio difende la Verità fino all’offerta della propria vita. Solo approfondire la conoscenza di Dio può darmi la misura reale di me stesso e permette a Dio di compiere grandi cose attraverso la mia povertà.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
