Mamma mia, che paura, verrebbe da esclamare dopo aver letto il brano di oggi. Un brano conosciutissimo, come del resto tutti i brani di vangelo che la Chiesa saggiamente ci propone, quasi col contagocce, da meditare giorno per giorno.
Sono tanti i dettagli sui quali poterci soffermare per nutrire la nostra anima. Il primo è proprio relativo all’esordio secco: “In quel tempo Gesù disse ai farisei…”. Quindi Gesù ce l’ha con o contro i farisei d’ogni tempo, gente ricca di ogni bene materiale, ma povera di valori veri. Viene in mente uno degli aforismi di Santa Teresa di Calcutta: “Ci sono persone così povere che l’unica cosa che hanno sono i soldi”.
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Ma torniamo a noi. Gesù ce l’ha contro gente dalla prospettiva limitata, gente che pensa solamente a sé, gente insensibile di fronte alla sofferenza dei fratelli in umanità, gente gaudente per gioie effimere e precarie, insomma gente che si crede religiosa solamente perché osservante delle regole ignorando la regola madre dell’amore.
È troppo tardi e poco conta poi riconoscere il proprio peccato e correre ai ripari, come fa il riccone facoltoso, confessandolo umilmente; anzi questo va a peggiorare la situazione provocando la ramanzina dello stesso Abramo: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.
Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. Il riccone dannato, in seconda battuta, ha un sussulto di considerazione per i suoi cari ancora in vita e rivolge ad Abramo una orazione alternativa: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli.
Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. E qui l’alterco tra Abramo e il riccone dannato si fa più aspro e senza speranza: «“Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
Un ammonimento che induce noi tutti ad “ascoltare” attentamente la voce del Papa, dei Vescovi, dei sacerdoti, dei consacrati per non fare la brutta fine del riccone dannato.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
