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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 26 Marzo 2025

L’opera di Gesù è il compimento di quanto iniziato con la creazione. Per prima furono create la luce e le tenebre, e infine l’uomo, culmine della creazione narrata dalla Genesi. Così, il Figlio dell’Uomo è compimento dell’Alleanza con il popolo di Israele, iniziata con Abramo e portata avanti da Mosè e i Profeti.

Gesù ci invita a far tornare al centro della nostra vita la Parola, che raccoglie e dispiega il disegno d’amore su ogni credente. A volte siamo tentati di adeguare gli insegnamenti ai nostri interessi, desideri, convinzioni. Al contrario, il Signore ci ricorda che anche gli insegnamenti che pensiamo più scomodi o contrari al buon senso indicano la via per il regno dei cieli.

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Oggi ci rendiamo conto che la società moderna ha un’idea, un sentore di fede, ma non si fida della Chiesa, di quanto è stato tramandato dagli Apostoli fino al nostro tempo. La fede viva ha bisogno di essere nutrita continuamente, alimentata con le opere e dando l’esempio.

Rimanere nell’atteggiamento di accoglienza e apertura, esercitare l’ascolto attento è un esercizio impegnativo, che richiede costanza. Le nostre comunità sono lo strumento per mantenerci in esercizio, come una palestra di vita.

Con l’aiuto del Signore, possiamo imparare a mantenere la sua presenza nella nostra vita, per dare pieno compimento alla nostra vocazione di cristiani.

Per riflettere

Durante questo periodo quaresimale riprendiamo e proviamo a mettere in pratica le opere di misericordia corporale e spirituale, nelle nostre comunità e fuori, per mantenere viva la nostra fede

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi