Gesรน appare di nuovo. La scena del Vangelo di oggi si pone dopo un episodio di pesca miracolosa. Gli apostoli hanno di nuovo fatto esperienza della sovrabbondanza, fisica e spirituale, della vita con Gesรน. Gesรน si concentra su Simon Pietro. ร interessante l’uso dei nomi: il narratore, Giovanni, si riferisce a Pietro come โSimon Pietroโ, con entrambi i suoi nomi; Gesรน invece lo chiama โSimone, figlio di Giovanniโ, torna alle origini, ripercorre e racchiude tutta la storia del discepolo.
Gesรน fa a Pietro tre domande, tre domande sull’amore. Tre domande, come il triplice rinnegamento di Pietro. Lo fa per ricostruire una relazione, non per far sentire in colpa Pietro, che pure penso si senta in colpa. Pietro รจ il discepolo che piรน di tutti mi pare abbia grandi slanci e grandi cadute. La sua forza sta ogni volta nel rialzarsi, nel ritrovare il suo senso e il suo centro nella relazione con Gesรน, fino a dare a sua volta la vita per il Vangelo.
Gesรน lo chiama a un compito alto, a una missione difficilissima, nonostante le sue cadute, o forse proprio per questa sua resilienza. La risposta di Pietro, oggi, dopo l’esperienza del fallimento e del tradimento, non รจ piรน fondata sulle sue forze, ma sulla fiducia in Gesรน. La chiesa di Pietro, che cade ma ogni volta si rialza e si ricentra nella relazione forte e intima con Gesรน, รจ la chiesa che riconosco mia, di cui voglio, con i miei limiti, le mie cadute e il mio desiderio di โvoler beneโ a Gesรน, fare parte.
Per riflettere
Mi immergo nella scena, mi immedesimo in Pietro. Sento queste domande di Gesรน risuonare forte in me: โMi ami tu?โ. Guardo la piccolezza del mio amore, i miei limiti, ma anche il mio desiderio di stare in relazione con Gesรน, col maestro che decide di camminare al mio fianco, che mi cerca nonostante i miei tradimenti.
โ๏ธย Commento al brano del Vangelo di: โย Gv 21,15-19
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi



