“Chiedete, cercate, bussate”: tre verbi che esprimono un atteggiamento attivo. Pregare infatti è mantenere viva la relazione con il Padre. Gesù ci rassicura: Dio non è un giudice distante né un sovrano da convincere, ma un Padre buono che conosce e ama i suoi figli. Se perfino l’uomo, con tutti i suoi limiti, sa dare cose buone ai propri figli, quanto più il Padre celeste donerà a chi lo invoca!
Gesù ci invita a non smettere di bussare, anche quando sembra che Dio taccia. Ogni porta aperta, ogni incontro, ogni gesto di bene nasce da questa fiducia perseverante. La preghiera diventa così la via per trasformare il mondo a partire dal cuore.
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Non sempre però Dio dà ciò che chiediamo, ma ciò di cui abbiamo davvero bisogno: non esaudisce i nostri desideri superficiali, ma il desiderio profondo del cuore, quello che ci avvicina a Lui. Il finale, “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”, è un altro modo per ribadire il comandamento fondamentale che Gesù ci ha voluto lasciare: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.
La preghiera autentica diventa stile di vita: chi si sente amato e ascoltato dal Padre impara a trattare gli altri con la stessa bontà ricevuta.
Per Riflettere
Pregare è bussare con fiducia al cuore di Dio, certi che Egli dona sempre ciò che serve. Chi sperimenta la bontà del Padre impara a rifletterla verso gli altri con la stessa misura d’amore.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
