In questi versetti, Gesรน ci invita a guardare oltre le apparenze. Di fronte all’ammirazione per la bellezza del tempio, Egli annuncia la sua distruzione: โVerranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarร lasciata pietra su pietraโ (Lc 21, 6).
Ci mette cosรฌ in guardia contro l’idolatria delle sicurezze terrene, anche le piรน sacre, che possono crollare. Le guerre, i terremoti, le carestie non sono segni della fine, ma parte della storia umana. Gesรน ci dice: โNon lasciatevi ingannareโ (Lc 21, 8), perchรฉ molti verranno in suo nome.
ร un richiamo alla vigilanza, alla fedeltร , alla speranza. La vera sicurezza non si trova nei monumenti nรฉ nei potenti, ma nella fedeltร al Vangelo. Le crisi, personali o della storia umana, possono diventare occasioni di purificazione, di ritorno all’essenziale: la fiducia in Dio che non viene mai meno.
In tempi di smarrimento la Parola di Gesรน รจ ancora viva: โNon abbiate pauraโ (Giovanni Paolo II). La fede non elimina le prove, ma ci sostiene dentro di esse. Questo Vangelo ci spinge a radicare la nostra vita non nelle pietre, ma nella Roccia vera: Gesรน Cristo.
Per Riflettere
In Luca 21, 5–11 รจ molto forte l’invito alla vigilanza e alla fiducia in Dio di fronte all’instabilitร del mondo. Gesรน annuncia la distruzione del tempio e descrive eventi drammatici come guerre, catastrofi, falsi profeti, per far comprendere che le sicurezze umane sono fragili e passeggere. Luca ci vuole educare alla speranza vera, quella che non si fonda sulle cose materiali, ma sulla fedeltร a Dio. Anche nei momenti piรน difficili il discepolo รจ chiamato a non lasciarsi turbare, ma a restare saldo nella fede. Luca ci invita a non attaccarsi alle apparenze, ma a discernere i segni dei tempi e a confidare in Dio, l’unica roccia che non crolla.
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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
