Molti saranno stati i candidati ma i prescelti sono loro, i dodici che dovevano iniziare il tempo della Chiesa, dopo aver vissuto insieme a Gesù il tempo del figlio di Dio incarnato (o almeno la sua parte più importante).
Del gruppo scelto da Gesù, uno verrà meno all’impegno, ma tutti gli altri saranno pronti a dare la vita per il Signore incluso Mattia, il sostituto di Giuda Iscariota nel collegio dei dodici. Quanto grande dovrebbe essere la nostra venerazione per questi uomini, che ci hanno trasmesso non idee o teorie personali, bensì la testimonianza sobria e degna di fede del cammino fatto insieme a Gesù.
Che la loro testimonianza sia fedele lo conferma il fatto che essa ha ricevuto il sigillo della sofferenza e del martirio, sopportati per amore di Gesù. Loro, che pure, prima di Pentecoste, erano ancora un un gruppetto impaurito e incapace di comprendere il vero significato della missione del loro Maestro.
È curioso che noi, tramite ciò che leggiamo negli stessi vangeli, siamo molto più spesso esposti all’evidenza dei loro limiti, delle loro mancanze e persino delle brutte figure fatte davanti al Maestro, che non alla magnificenza delle virtù con cui hanno poi onorato la loro missione. Ma tutto è Grazia. Così li sentiamo più vicini, ancora più fratelli in umanità. Senza dimenticare mai di quanto gli siamo debitori.
Per riflettere
Quanto preghiamo perché il Signore mandi nella sua Chiesa pastori che testimonino il suo amore per ogni uomo e capaci di illuminare e incoraggiare il popolo di Dio con parole ispirate, come il grande santo Francesco di Sales?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
