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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 20 giugno 2026

Gesù affronta direttamente la ricerca di sicurezza attraverso l’accumulo di ricchezza. “Nessuno può servire due padroni”—o al Dio della misericordia o al dio della ricchezza (Mammona). Non c’è via di mezzo.

La ricchezza, quando diventa il nostro padrone, ci domina completamente, fa dei nostri cuori i suoi templi. Poi Gesù affronta la preoccupazione. Non è il semplice provvedere al necessario, è l’ansia che corrode l’anima. Guardate gli uccelli—non lavorano, non accumulano, e tuttavia sono nutriti.

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Non che Dio voglia che siamo pigri, ma che abbiamo fiducia nella sua provvidenza. Gli uccelli fanno il loro lavoro (cercano cibo), ma non sono presi dalla preoccupazione. Gesù insegna che la preoccupazione è inutile—non aggiunge neppure un cubito alla nostra statura. Poi parla dei gigli: crescono nella loro bellezza naturale, senza sforzi, e neppure Salomone in tutta la sua gloria poteva competere con essi.

Se Dio si prende cura dell’erba che domani sarà bruciata, non si prenderà cura di noi, più importanti? L’insegnamento culmina: “Cercate piuttosto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.

Non è una promessa di ricchezza materiale, ma di sicurezza spirituale: quando mettiamo Dio al primo posto, le altre cose trovano il loro posto. E il comando finale: “Non preoccupatevi del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena”. Vivere il presente con consapevolezza, affidando il futuro a Dio.

Per Riflettere

Di quali cose mi preoccupo costantemente? La mia ansia viene da mancanza di fiducia in Dio? Come posso imparare a cercare prima il suo regno?

Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi