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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 2 Maggio 2025

“Finalmente parli chiaro”, dicono i discepoli a Gesù. Sono convinti di avere, finalmente, conosciuto Gesù e di aver compreso fino in fondo lo scopo della sua predicazione.

Ci troviamo nell’epilogo dell’ultimo discorso di addio che Gesù dedica ai suoi discepoli prima di rivolgere la sua preghiera al Padre: dopo poche ore sarà arrestato, poi partirà da questo mondo e tornerà al Padre. Credono di avere capito tutto ed è invece il momento della più grande confusione, come accade spesso anche a noi.

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Gesù li smentisce: «Adesso credete?». Sembra dire: “Adesso credete di credere, tra poche ore crederete di non credere e mi lascerete solo”. Nelle ore buie della Passione, nello scandalo della Croce, i discepoli non capiranno più nulla e in quella confusione reagiranno con la più umana delle reazioni: scapperanno. La solitudine a cui condanneranno Gesù sarà una delle esperienze più dolorose della sua Passione.

Ma proprio nel passaggio della loro fede attraverso l’incredulità e l’abbandono i discepoli sperimenteranno che anche quando noi non crediamo in Lui, Lui crede in noi; e anche quando noi lo abbandoniamo, Lui non ci abbandona. Quel Dio che lasciamo solo, disprezziamo, mettiamo in croce, quel Dio ci ama eternamente.

Ecco la pace di Gesù: «Vi ho detto questo perché abbiate pace in me». Se i discepoli cercheranno la pace in se stessi, dopo l’enormità di averlo abbandonato, finiranno come Giuda, che si impicca; è invece proprio in Gesù che troveranno la pace, pace profonda, che non è assenza di peccati, conflitti e sofferenze; è invece l’esperienza di attraversare queste situazioni e poi rimetterci in cammino, forti non di convinzioni ma della Sua misteriosa presenza che ci rende liberi.

Per riflettere

Sforzatevi di non accontentarvi di ciò che comprendete di Dio, nutritevi piuttosto di ciò che non comprendete di lui. Non riponete la vostra felicità e le vostre delizie in ciò che potete sentire o intendere di lui… Dio è sempre nascosto; continuate a servirlo così celato nel segreto, quand’anche credeste di trovarlo, sentirlo, intenderlo. Meno si comprende, più ci si avvicina a lui. (San Giovanni della Croce)

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi