Nel brano odierno il Signore ci fornisce alcune regole che devono contraddistinguere ogni missionario, ovvero ogni cristiano che in quanto tale non può che essere missionario.
La prima regola è la preghiera perché il Signore mandi nuovi missionari; l’essere missionario non è un incarico esclusivo, un privilegio di pochi eletti, ma un compito di ogni cristiano, e più siamo più la nostra azione è efficace per l’avvento del regno di Dio.
La seconda regola è l’essenzialità; ciò che attrae il prossimo è la nostra umanità, non gli strumenti che abbiamo.
La terza regola è quella di non essere dispersivi; avere un obiettivo e cercare di portarlo a termine.
La quarta è la riconoscenza nei confronti di chi accoglie. La quinta regola è la profondità; il missionario cerca di avere rapporti autentici che coinvolgono la vita nella sua interezza, non rapporti superficiali e poco significativi.
Per riflettere
Siamo consapevoli che ogni cristiano è missionario e che la missionarietà cristiana non consiste nel fare proseliti ma nell’avere un cuore gioioso e un volto luminoso che sia capace di attrarre il nostro prossimo e nel dare ragione della speranza che è in noi?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
