Gesù, che è la salvezza promessa da Dio, sceglie di attraversare questo incrocio di miserie umane che si raduna presso la piscina di Betsaida, a Gerusalemme.
E lì Egli si incontra con uno in particolare. La sua parola si rivolge a quel povero paralitico fermo da 38 anni, quasi un’intera esistenza. Dopo una così lunga attesa, che cosa ci si può ancora aspettare dalla vita? La domanda di Gesù torna a far vivere i desideri di quest’uomo e il semplice comando, con la sua parola, lo riconforta: questi si carica il lettuccio, il compagno di tanti anni di malattia, e cammina portandolo con sé per testimoniare che è davvero guarito.
- Pubblicità -
Gesù rinnova la vita come i riti superstiziosi non potevano fare, e come non poteva realizzare nemmeno la legge: chi rimane ostinatamente bloccato nell’interpretazione letterale della legge, nella rigorosa osservanza del sabato, è un paralitico nello spirito, accecato nel cuore.
A differenza di quell’infermo non vuole guarire, è rigido e diventa addirittura ostile a Cristo. Gesù tuttavia non vuole rinnovare la vita a metà: il paralitico è stato sciolto dai legami del passato, dalla malattia, ma il giovamento delle membra sarà completo solo se desidererà liberamente di guarire in modo davvero completo, cioè di non peccare più.
Per Riflettere
Rendendo perfettamente sano un uomo, Gesù gli conferisce la vita in pienezza; l’uomo inoltre viene esortato a non peccare più; l’uomo incomincia a camminare. L’uomo cioè non proclama che Gesù è un profeta ma vive la sua salvezza, si direbbe, nella quotidianità, camminando. Così ogni discepolo, come Gesù, deve anteporre alle parole gesti di vita e condivisione. Domandiamoci: come ha fatto Gesù a trasmettere la verità? Gesù sa che la parola crea e rinnova la vita ma sa anche che la parola rischia di essere senza significato. E così comincia col dare la salute a un uomo, fermo da molti anni. E, solo dopo, chiarisce la sua azione e il suo senso. Compie tale azione in un giorno di sabato, provoca una domanda sulla sua vera identità, solo dopo ne rivela pienamente il senso. Domandiamoci: le nostre parole ricevono senso dalla nostra vita, dai nostri gesti, dai nostri comportamenti?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
