Proviamo ad immaginare: siamo in un villaggio di pescatori e falegnami in Galilea. Non esistono contenitori ermetici o isolanti. Andiamo nella piazza centrale con un grembiule, della stoffa o un cesto che sarà il nostro mezzo per portare indietro quanto riceveremo.
Presso il magazzino di grano, legumi o verdure, porgiamo la stoffa o la cesta davanti a noi, al livello della pancia (del grembo). Non esistono metri o grammi: chi ci serve prende un mestolo di legno, un cucchiaio dosatore, che rappresenta la misura che riceveremo.
- Pubblicità -
Questa immagine può aiutarci a comprendere il significato della parabola del Vangelo di oggi. Qualsiasi sia la quantità che possiamo contenere, la misericordia ci viene donata mediante il Suo esempio, con una misura che ci colma, che dev’essere pigiata per essere contenuta (avete mai pigiato una valigia o uno zaino per richiuderla?), che traboccherà in abbondanza.
Inoltre, la misura con la quale doneremo sarà usata per ricolmarci e per giudicarci. Non abbiamo ricevuto la vita e l’amore per fare confronti, per dare giudizi, ma per donare a nostra volta per riflesso di generosità. Nel legame tra il Padre, noi e il prossimo, vediamo una chiara direzione, che si distingue dall’asimmetria tra noi e il Padre: come Dio ha amato e donato, così noi dobbiamo restituire.
Se invece pretendiamo di instaurare una simmetria, e ci facciamo simili, cioè al livello di giustizia del Padre, saremo misurati con la stessa misura.
L’invito è ad apprendere da Maria a portare nel nostro grembo la misura traboccante: Gesù.
Per riflettere
Quando ho sentito che una misura traboccante mi è stata riversata in grembo? Riesco a lasciarmi guidare nell’offrire una “misura”?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
