Almeno su una cosa Gesù sembra aver mancato l’obiettivo. Se voleva tenere nascosti i miracoli—che pure faceva, incapace di non commuoversi di fronte alla pena del dolore umano—, beh, non c’è davvero riuscito. Nel Vangelo di oggi davanti a casa (ancora la casa di Pietro?) si trova talmente tanta gente che non ci sono proprio più posti, neppure posti in piedi!
E Cafarnao non è certo una metropoli. Allora quattro tipi, che proprio devono voler bene al loro amico paralitico, hanno un’idea geniale, arrivano addirittura a portarlo davanti a Gesù facendolo entrare dal tetto! Anche se le case dell’epoca non erano certo palazzi in cemento armato, la scena non è facile da immaginare. Ma la Fede sposta le montagne, figuriamoci un tetto probabilmente costituito di paglia.
C’è un grosso premio per tanta fatica, un premio del quale beneficiamo anche noi, se non ci conformiamo alla durezza degli scribi. Proviamo a rispondere alla domanda: che cosa è più facile dire, “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ovviamente è più facile dire che i peccati sono perdonati, tanto chi è che può verificare?
Ma Gesù subito dopo fa un miracolo che coinvolge la sfera materiale e che dunque tutti possono vedere. Ma tant’è, come Luca fa dire ad Abramo, a proposito della richiesta del ricco tormentato dal fuoco infernale, una persona dal cuore indurito non si converte neppure se vede un morto resuscitato.
Gli scribi evidentemente ritengono che guarire un paralitico sia più facile, perché rimangono della loro opinione. Noi ne usciamo invece ancora di più convinti che un cuore che si converte e che si apre all’amore e al perdono di Dio costituisca davvero un miracolo tanto più grande.
Per riflettere
Pregare per la conversione dei peccatori. Ce lo ha chiesto la Madonna a Fatima. Io quanto me ne ricordo nelle mie preghiere?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
