In quel tempo il Tempio era nuovo, imponente e infondeva un senso di sicurezza a chi lo vedeva. Le parole di Gesù scandalizzano quando afferma che sarà distrutto; questo era già accaduto, e parrebbe facile dire che Gesù l’aveva predetto.
Ma è logico aspettarsi che la profezia di Gesù non si riferisse tanto alla distruzione materiale, quanto a quello che sarà il frutto della sua Passione. Nel tempio vi era un culto basato sui sacrifici fatti per ottenere grazie e benevolenza, che Gesù taccia di “mercato”.
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Perciò caccerà i mercanti dal Tempio e annuncerà la totale gratuità dell’amore di Dio, che non ha bisogno di sacrifici e offerte da parte nostra. Questo Vangelo ci parla della venuta finale del Figlio di Dio. Si avvicina la fine dell’anno liturgico e la Chiesa ci presenta la parusia, e allo stesso tempo ci coinvolge per riflettere su cosa ci aspettiamo al termine del cammino del nostro fugace passaggio su questa terra.
Ogni viaggio è accompagnato da desideri, aspettative e dalle nostre paure nell’iniziarlo e su ciò che troveremo, ma è la fine del viaggio che spesso influisce nella sua realizzazione. Se lungo questo percorso trovi Dio, allora il tuo modo di vivere sarà diverso, e ti accompagnerà fino alla fine del tuo viaggio. Se scegli il Cielo, dovrai essere coerente con la Gloria che vuoi raggiungere.
Sarai libero di scegliere e quella scelta sarà sempre e solo tua. Nessuno si allontana per forza da Dio, ma nemmeno ci si incammina obbligatoriamente verso il Cielo. Dio è giusto e dà a ognuno quello che ha guadagnato, né più né meno.
Non punisce o premia arbitrariamente, mosso per simpatie o antipatie. Rispetta sempre la nostra libertà. Tuttavia dobbiamo ricordare che, quando lasceremo questo mondo, questa libertà non potrà più essere nostra. Quando l’albero cade rimane steso sul lato dove è caduto.
Per Riflettere
“Ogni fede deve superare la prova più esigente: quella della durata. Infatti, è facile essere coerenti per un giorno o per alcuni giorni. Più difficile e importante è rimanere coerenti tutta la vita” (San Giovanni Paolo II). Mi sento davvero sempre coerente con la mia Fede?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
