Amàti. La scoperta fondamentale è sentirsi amati da Dio; il primo passo che ci apre alla relazione con Dio è riconoscerci figli amati: “non siamo stati noi ad amare Dio ma è lui che ci ha amati per primo” (1Gv 4, 10).
L’amore che Gesù ha ricevuto dal Padre può solo ridonarlo a noi attraverso l’offerta e il sacrificio della sua vita, per renderci creature amabili, capaci di stare, di rimanere radicati, saldi nell’amore, di riceverlo e di restituirlo lì dove lui ci chiama.
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Amabili. Il comandamento di Gesù “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, è un esercizio che attraversa tutta la nostra esistenza. Solo una vita riconciliata, che ha fatto esperienza della misericordia di Dio, che si riconosce destinataria di questo amore, che ama sé stessa, anche con i suoi limiti e i suoi fallimenti, che cade e si rialza, può a sua volta amare gli altri, fino a donare la propria vita, riconoscendo nel volto del fratello e della sorella la presenza di Gesù.
Amici scelti. L’amicizia è una delle relazioni più belle e significative per la nostra vita. Gli amici non ci capitano a caso ma si scelgono per affinità, interesse… Gesù sceglie noi come suoi amici e ci rivela tutto quello che il Padre gli ha detto; siamo suoi amici e a ciascuno “è data una grazia particolare da mettere a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio” (cfr. 1Pt 4, 10).
Siamo chiamati a portare frutto insieme e questo è possibile solo rimanendo uniti a Gesù, come i tralci alla vite, osservando i suoi comandamenti e ascoltando la sua Parola.
Per riflettere
“Amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio, perché Dio è amore” (1Gv 4, 7–8). Faccio memoria di quando ho fatto esperienza dell’amore di Dio ricevuto e donato. Ringrazio. Come vivo la mia relazione di amicizia con Gesù?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
