Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 13 Febbraio 2022

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Come domenica scorsa, anche nella pericope di oggi Gesù si rivolge ad un uditorio sempre più importante: una folla e una moltitudine di persone che l’evangelista ne precisa anche la provenienza, sottolineando così, forse, una attenzione anche da parte di chi segue altre religioni o non sono del tutto fedeli all’ebraismo.

Cambia lo scenario: non su una barca (o su un monte come in altre occasioni) bensì “un luogo pianeggiante”. La cornice dell’evento che si sta svolgendo è impressionante: il Maestro parla da seduto, i discepoli sono invece in piedi. Prima insegnava e come i maestri sta in alto e si rivolge verso il basso. Ora parrebbe piuttosto pregare: guarda verso l’alto, dove c’è il Padre.
Non solo, alza gli occhi verso i discepoli. A loro rivolge quella parola che è destinata a tutti e che loro per primi devono comprendere per portarla ad ogni persona. Devono ascoltare con attenzione, quelle che definiamo “beatitudini”.

Conosciamo due versioni di questo capolavoro lessicale e teologico, come del resto registriamo anche due testi dell’unica preghiera che il Signore ci ha lasciato. In entrambi i casi, Matteo ci offre un testo più lungo, mentre Luca uno più stringato.
Diversamente dalle beatitudini secondo Matteo, il racconto di Luca è articolato su due binari: alle quattro beatitudini seguono quattro invettive (“guai a voi”). Da una parte troviamo i segnali di una prassi esigente alla quale si contrappone un modello di vita che conosciamo bene anche oggi.

Le beatitudini sono come cartelli stradali che indicano un percorso da intraprendere pur nelle difficoltà e debolezze umane. Dall’altra la realtà umana di chi antepone sé stesso ai fratelli e a Dio. Nulla di nuovo. E sono passati duemila anni.

Per riflettere

Povero è colui che è bisognoso; ricco chi si ritiene autosufficiente. Il povero non è nelle condizioni di fare da solo; il ricco pensa che gli altri non sono indispensabili. Come possiamo ritenerci ricchi nei confronti del Dio misericordioso di Gesù di Nazaret? Come riconoscerlo oggi? Anche nei nostri fratelli.


AUTORI: I commenti di questo mese sono curati da Massimo Salani
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi