Incontriamo nel racconto un uomo di cui non ci viene detto niente se non la sua condizione: รจ lebbroso, quindi malato, sofferente. Se ci pensiamo, la sofferenza e il dolore sono per tutti un banco di prova: ci portano a chiederci il perchรฉ della nostra condizione. In ginocchio, supplicanti, non solo vogliamo essere liberati dal male, ma ci chiediamo anche con angoscia quale sia la volontร di Dio per noi. Qual รจ il senso del dolore?
In questa condizione il lebbroso rivolge a Gesรน una bellissima dichiarazione di fede: โSe vuoi, puoi purificarmiโ. Il lebbroso non rimane piegato su se stesso e sul suo male, ma si rivolge a Cristo. Possiamo immaginare che questo lebbroso fosse cresciuto con l’idea della malattia come punizione divina, perchรฉ cosรฌ insegnavano i sapienti della Legge.
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Nonostante questo, il lebbroso intuisce che l’uomo che ha davanti sia portatore di qualcosa di nuovo, che una liberazione dal male sia possibile. ร da notare anche che nell’avvicinarsi a Gesรน il lebbroso sta trasgredendo la legge, che lo vorrebbe isolato da tutti. A volte noi stessi ci imponiamo delle regole e pensiamo di non essere avvicinabili dal Signore perchรฉ non siamo โsaniโ, bravi cristiani.
In realtร รจ proprio nella nostra miseria e nella nostra malattia che egli vuole incontrarci, se siamo disposti ad aprirci a lui. Di fronte all’atto di fede del lebbroso si manifesta la compassione di Gesรน, che si fa vicino e senza tanti giri di parole esprime quale รจ il desiderio di Dio per gli uomini: Egli ci vuole purificati, guariti, liberi dal male. Non ci mette alla prova, non ci vuole sofferenti.
L’invito di oggi รจ a smettere di dare carburante di tristezza alle nostre sofferenze, uscire da noi e farsi toccare dall’amore, perchรฉ questa รจ la volontร di Dio per noi.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi
I commenti sono curati da Marta e Enrico Puglisi



