In questo unico giorno dell’ottava di Pasqua il Risorto continua a manifestarsi vivo ai suoi e a noi perché diventiamo sui testimoni. Questo brano del Vangelo di Marco ha una sua originalità speciale. Se leggiamo i versetti che lo precedono le donne “fuggirono via dal sepolcro e non dissero niente a nessuno” (cfr. Mc 16, 8).
Come è possibile? Questo finale è imbarazzante! Nel vangelo di Marco c’è perciò una doppia finale. Un suo discepolo ha avuto la premura di raccontarci cosa c’è stato al di là del silenzio e della paura di chi ha incontrato Gesù risorto e vivo. È stata aggiunta come una breve sintesi di ciò che troviamo negli altri vangeli: incontriamo Maria di Màgdala che parla del suo incontro con Gesù e i due discepoli di Emmaus di ritorno a Gerusalemme con la notizia che ardeva nel loro cuore (cfr. Lc 24, 13–35).
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nteressante vedere le reazioni di quelli che erano stati i più vicini Gesù mentre ascoltano queste testimonianze di prima mano. Invece di un gioioso coinvolgimento per l’unica buona notizia che trasforma gli eventi e la vita, loro non credono alle parole di questi testimoni. Possiamo chiederci perché: pregiudizio? Risentimento di fronte alla scelta di allontanarsi da Gerusalemme? Invidia? Non lo sappiamo. Sta di fatto che la prima reazione di fronte all’annuncio della risurrezione rimane rifiuto anche tra i più intimi di Gesù.
Sono da leggere, però, con grande attenzione gli ultimi versetti di questo Vangelo. Il Risorto si prende cura della loro incredulità e del loro cuore indurito spingendoli fuori da se stessi e dalle loro chiusure. Proprio a loro, Gesù Risorto affida l’urgente compito di portare a tutti l’unica buona notizia che dà senso alla vita: Gesù ha vinto la morte ed è vivo!
Lui, il Risorto non ha paura di dubbi o di incredulità, ma continua a credere in questi amici, apparentemente poco affidabili, perché il Vangelo possa trovare la via di cuori trasformati per raggiungere tutti. Lui si fida, loro si affidano, noi riceviamo e ridoniamo.
Per Riflettere
A conclusione di questa settimana dell’Ottava di Pasqua rileggo il brano del Vangelo che più mi ha fatto incontrare con Gesù Risorto. Quando il Risorto è entrato nei miei dubbi e nelle mie incredulità? Quando mi ha ridato fiducia per mandarmi a dire quella buona notizia che è urgente ripetere, oggi, a tutti?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
