Il brano che leggiamo nella liturgia odierna è molto conosciuto, ma è comunque importante soffermarsi e cogliere quegli spunti che possono continuare ad interrogarci ed arricchirci.
Nel Vangelo di Giovanni ci collochiamo temporalmente dopo la resurrezione di Gesù. Il Signore si presenta per la terza volta ai discepoli, in un luogo, il mare di Tiberiade, centrale e familiare nella loro vita: rappresenta, cioè la loro quotidianità, la loro ordinarietà. Ecco che potremmo avere un primo stimolo di riflessione: dove incontro il Signore nella mia quotidianità?Simon Piet
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ro e gli altri vanno di notte a pescare, ma senza grossi risultati… immaginiamo la delusione, lo sconforto, anche perché la pesca per loro significava cibo e sopravvivenza. Pensiamo a quali situazioni di fatica o preoccupazione possiamo vivere in alcuni momenti della nostra esistenza. Eppure, è proprio qui che il Signore si avvicina, si fa presente… i discepoli nel brano ancora non lo hanno riconosciuto ma, in quell’uomo che si fa prossimo e chiede loro di gettare la rete a destra della barca per trovare da mangiare, ripongono la loro fiducia. La rete si riempie di tanti pesci e così, in questo atto di affidamento pur rimanendo nell’incertezza, riconoscono Gesù. Solo l’amore ci aiuta a discernere nel modo giusto.
Il testo ci consegna un’immagine finale, molto familiare e che conferma ai discepoli la presenza del Cristo risorto davanti ai loro occhi: il pasto condiviso, dove Gesù prende il pane e il pesce e “lo diede loro”, gesto che ci ricorda l’Ultima Cena, l’istituzione dell’Eucarestia. Affidare la nostra vita nelle mani di Gesù, non delude, ma ci viene incontro soprattutto all’estremo dei nostri fallimenti e difficoltà e ci invita ad un tentativo nuovo, ad una rinascita.
Per Riflettere
Concentrandoci sul gesto di affidamento compiuto dai discepoli e sul riconoscimento del Signore Risorto, a chi consegno la mia fiducia specialmente nei momenti di crisi? Riconosco la presenza viva e vera di Gesù nell’Eucarestia ma anche nella mia quotidianità, nelle occasioni di incontro con gli altri?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
