Di nuovo Gesù ci incita e chiama a rimanere fedeli nella difficoltà, nel silenzio e nell’aridità.
Papa Benedetto XVI diceva che Dio permette l’aridità e il silenzio per il credente perché sperimenti la condizione dell’uomo che non ha incontrato Dio, e possa capirlo; allo stesso tempo in questi momenti occorre continuare a innalzare verso di Lui il grido disperato dei salmi: Dio, parla, mostrati!
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L’unica necessità è mantenere nel cuore la nostalgia e il desiderio di quel Dio che ci ha incontrato per strada, in modo che quando finalmente busserà di nuovo e si mostrerà possiamo corrergli incontro dicendo: ti ho aspettato per tutto questo tempo.
L’incontro con Cristo produce forza, gioia, purezza di cuore, amore. Manteniamo il ricordo di questo: rincuora la consapevolezza che Gesù non ci giudicherà in base a quanti e quanto lunghi saranno stati i momenti in cui Lui sarà stato percepito assente dalla nostra vita, ma solo per la nostra mossa, simile a quella del figlio prodigo, di ricordarsi chi è il padre per noi, e di muoverci verso i luoghi dove lo abbiamo incontrato.
Per riflettere
Quando ti ho incontrato Signore? Se sono in un momento di buio, sento nostalgia di te? Ti imploro di tornare da me? Faccio memoria del bene che Tu hai portato alla mia vita?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
