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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 2 novembre 2026

A volte possiamo dubitare dell’amore di Dio, possiamo dubitare che abbia salvato i nostri cari, e possiamo dubitare che noi saremo salvati. Gesù oggi ci dice una cosa semplice, ma che scalda il cuore: «Chi viene a me, io non lo caccerò fuori».

Sono parole che ci toccano dentro. Specialmente quando il pensiero va a chi abbiamo amato e che oggi non è più qui, accanto a noi, a tavola, nelle nostre giornate.

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Ma Dio non lascia indietro nessuno dei suoi figli. Il suo amore è più grande della morte stessa, e ci sta preparando qualcosa di più bello: un posto dove ogni fatica finalmente si riposa, dove ogni lacrima viene asciugata con tenerezza, e dove ogni “arrivederci” un giorno diventerà un “eccoci di nuovo insieme”.

Oggi pensiamo ai nostri cari non solo con la nostalgia di chi manca, ma con la speranza che Gesù stesso ci regala: «Io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

La nostra vita non si spegne nel nulla. È nelle mani buone di un Padre che ci vuole bene e che ci sta accompagnando, passo dopo passo, verso casa.

Allora andiamo avanti insieme, sostenendoci l’un l’altro, volendoci bene come sappiamo fare. Dopo la fatica di questi giorni, dopo le gioie e le sofferenze, dopo ogni incertezza del presente, ci aspetta una pace vera, un amore senza più distanze, e la gioia di riabbracciare chi amiamo nella casa del Padre.

Portiamo con noi questa certezza: quello che l’amore ha unito, Dio non lo lascierà dissolvere. Mai.

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