Ditemi se non è vero? Il Vangelo è pieno di insegnamenti, e molto spesso Gesù viene interrogato dai suoi avversari e lui continua a donarci delle risposte bellissime. Eppure, nonostante questo, di fronte alle situazioni pratiche della vita spesso non sappiamo come comportarci.
Vorremmo fare come Gesù ci ha insegnato, ma spesso non riusciamo come applicare quegli insegnamenti alle situazioni quotidiane. Proprio come oggi, che Gesù ci dice: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Una frase bellissima, ma alla fine non sappiamo con esattezza cosa sia di Cesare e cosa sia di Dio.
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E questa che potrebbe sembrare una lacuna del Vangelo, il fatto che non ci dia risposte chiare, è anche la sua forza. Infatti, la parola di Dio non ci sottrae alla nostra responsabilità personale. Non è un comando da eseguire ciecamente, al contrario, è una parola che serve ad educare la nostra coscienza. Dio ci tratta proprio come un padre che educa i suoi figli.
Il padre non ha bisogno di figli che eseguano gli ordini, ma di figli responsabili, che sappiano usare la loro testa per riconoscere il bene dal male. Siamo noi, a dover capire cosa appartiene al mondo e cosa appartiene a Dio, cosa serve per nutrire la pancia, e cosa a nutrire lo spirito.
