Cesare o Dio: quale volto porti impresso dentro di te?
Di seguito puoi guardare il video con il commento al Vangelo a cura di Luigi Verdi (Fraternità di Romena).
Gli tendono tranelli, vogliono far scattare la trappola e renderlo inoffensivo quel Gesù che fa innamorare il popolo parlando di un padre che prepara banchetti, che si perde a cercare quell’unica pecora scappata via dal gregge, misericordioso verso i peccatori.
- Pubblicità -
Troppo scomodo un tipo del genere: le regole vanno rispettate, i riti vanno celebrati, i peccati sono indelebili e marchiano per sempre; non si può permettergli di alimentare la speranza che non ci sia un bel confine netto tra puri e impuri, tra giusti e ingiusti.
Tra un dentro e un fuori. Si sa bene chi sono i giusti: solo quelli che la legge la seguono alla lettera e la fanno osservare.
Non importa poi il cuore dove sia.
Lui, invece, non fa distinzioni: le prostitute e i pubblicani possono entrare nel regno dei cieli, il peccatore può convertirsi, l’ultimo precede il primo, il sabato è per l’uomo, l’amore viene prima del giudizio.
Ma così salta tutto, saltano tutte quelle rigide categorie in cui mettere gli altri, quelle certezze che danno il potere di sentirsi dalla parte giusta, ineccepibili.
Come sentirsi al sicuro con uno del genere? Vuol forse costringerci a cambiare il nostro modo di pensare Dio? […] Continua a leggere su Avvenire.
